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lunedì 23 settembre 2013

GP Singapore: Fuochi d'artificio Vettel, artificio e fuoco per Webber.

Vettel vince accanto ad Alonso, vincitore della gara dei "normali".

E' stata forse la gara più noiosa di tutto il campionato 2013. Un gippì lungo ed emozionante come la vetrina di un negozio di carta da parati. Tutto si esaurisce con la partenza, dove Nando si adopera ancora una volta in uno scatto che dalla settima piazza lo porta dritto al terzo posto. Rosberg tenta giusto così per gioco di insidiare la prima posizione di Re Seb di Singapore (terza vittoria in tre anni), ma deve arrendersi praticamente dopo pochi secondi, tradito dal sottosterzo della W04. Fine della gara. No, vabbé dai, qualche evento emozione c'è stato, i sorpassi di Raikkonen (grande impresa condita dal mal di schiena, da 13° a 3°, la Ferrari è contenta così), Vettel che spingeva come un forsennato e ancora Vettel che faceva giri veloci. La gara degli altri è stata fondamentalmente corsa sulle gomme, su chi era più bravo a masticarle meglio e far durare il gusto più a lungo. Alonso e la F138 riescono a gestire al massimo le prestazioni delle Pirelli e con la seconda sosta durante il regime di safety-car per il dritto di Ricciardo (che tanto sarà piaciuto a Helmut Marko) Nando chiude la gara con una meritatissimo 2° posto. Massa fa il fattibile come sempre e chiude 6° grazie al ritiro di Webber. Chiudono a punti anche le McLaren, con Button che intravedeva il podio a fine gara, ma che deve inesorabilmente soccombere agli inseguitori e chiude 7°. La McLaren 2013 è  questa. Peccato per Grosjean che stava facendo un'ottima gara e viene fermato dal motore al giro 37.

Sebastian Ditino vince quindi la sua 33esima gara, 8 vittorie più sù, al terzo posto, c'è Ayrton Senna a quota 41, poi Prost a 51 e Schumy, inarrivabile per ora, a 91. Seb può fare 39 entro la fine dell'anno. In questa F1 fatta solo di numeri ormai resta questo da commentare. I piloti sono chiamati ad esprimersi al minimo in monoposto sempre più limitate dai regolamenti, da gomme che vanno gestite al limite e il loro comportamento in pista è sanzionato non appena qualcuno tenta di fare il pilota vero e azzarda un sorpasso fuori dagli schemi.

Nando carica Marcone fino ai box. Alonso è stato bacchettato, Webber penalizzato di 10 posizioni al prossimo Gp.
Vabbé, c'è da dire che qui Webber ha chiaramente tentato il suicidio, disperato dai continui artifici RedBull che minano le sue prestazioni già abbastanza oscurate dal biondino camerata. Il video lo dimostra:


Non mi restache augurargli di vincere almeno la 24 ore di Le-Mans con la Porsche, a meno che non s'impenni in rettifilo come già successogli in Mercedes...

lunedì 9 settembre 2013

Gp Monza: Vettel re d'Italia e (soon) re del Mondo.

L'ultimo podio europeo per Webberone. Vettel è commosso.

Se qualcuno, per qualche strana ragione, aveva ancora dei dubbi in proposito, il gippì di Monza di ieri pomeriggio dovrebbe averli fugati tutti. Seb Vettel è stato autore di un weekend alla Schumacher, sempre in testa, imprendibile, perfetto, martellante e freddo come un cacchio di robot. Su una macchina che ormai ha raggiunto la perfezione (ormai è anche veloce grazie all'ala posteriore estrema usata a Spa e ieri) e rappresenta l'optimum delle F1 della generazione V8. Il canto del cigno (o del toro) che chiuderà probabilmente in bellezza anche il 2013 con una corona d'alloro doppia, per il pilota e per il team. Vittoria 32 (eguaglia Alonso) per Seb dopo la pole numero 40, 53 punti di vantaggio, uno per ogni giro del gran premio, sull'inseguitore asturiano. A 26 anni avere la quarta stella consecutiva potrebbe non essere un peso con questi numeri.
Fatti i dovuti omaggi ai vincitori (checché ne fischino i tifosi Ferrari, se Vettel avesse la casacca rossa sarebbero tutti ad osannarlo, altroché, io per primo), parliamo della Rossa.

Onestamente, credevo che la F138 ed Alonso potessero in qualche modo fare il miracolo grazie a quella magia che a Monza aiuta certi meccanismi a girare meglio. Purtroppo ci si deve accontentare di una prestazione sì maiuscola, ma che non serve a nulla, se non al morale, come diranno Montezemolo e Domenicali. Solo che i tifosi sono stanchi di accontentarsi. Magari non sarebbe servito nemmeno anticipare la sosta di Fernando, però, magari, non si sarebbe rischiato il ritorno di Webber nel finale. Ma vabbé, dettagli. Soliti azzardi domenicali. Quantomeno ora la Ferrari è seconda anche nel costruttori, davanti all'odiata Mercedes e al mangiabanane. Ottimo anche Massa, che magari se non fosse stato per le strategie di squadra sarebbe tornato a podio. La monoposto comunque ora va meglio, almeno sarebbe importante confermare di valere il titolo onorario di vice-campione per la terza volta in 4 anni di Alonso. Almeno per festeggiare con lambrusco e crescentine al ristorante "Il Cavallino".

In fondo ieri è finita così: dopo tutti i rimbrotti di Fer verso la squadra di scemi per la quale corre (o di geni, dipende), il continuo lamentarsi per il laser che Vettel gli puntava agli occhi da inizio gara, sul podio è festa rossa lo stesso, con Alesi mattatore che urla "forza Ferrari!" e abbraccia commosso Nando (e i bibitari giusto per lo show). Abbiamo anche una diapositiva:

La marea rossa...no scusate...

Ecco quella giusta. La marea rossa di Monza. Sono di più i geni o "i" scemi?
Nando smorza dunque tutti i toni, risponde alla sua maniera come a Spa ed è contento perché sa che più di così non si poteva fare. Ma è certo colpa della luce di Vettel.

Massa è ormai certo che la conferma non arriverà, neanche con le eventuali buone prestazioni. L'ombra di Raikkonen incombe e lui si vede già con le valigie sul pianerottolo.
Il tempo per lui è scaduto. 

Da valutare per Maranello ci sarebbe anche Nicolino Hulkenberg, autore di un'ottima qualifica e di un'altrettanto bella gara (5° alla fine). E' più giovane di Kimi e promette bene.
Kimi ha rimediato un'altra gara zeru punti (11°) con una Lotus che fino alla fine secondo me andrà giù come un sasso (magari a Singapore tornerà in alto), col passo lungo che non ha funzionato.Giusto Grosjean finisce 8° dietro al neo-bibitaro Ricciardo che ha già messo le ali. In Mercedes non si ride nemmeno, con Lewis 9° ("Ho guidato come un idiota", Lewis in merito alla qualifica), a sto giro dietro Rosberg, buon 6°, ma comunque dietro ad una Sauber. 10° posto per il gladiatore Button, che si batte come può pur di portare un punticino per i 50 anni della McLaren. Almeno per festeggiare a pop-corn basta così.

Il 22 settembre si torna in Asia, a Singapore, dove finalmente hanno eliminato l'odiosa e inutile chicane budello dove si rischiava il fondo vettura e pure un'occlusione intestinale. Sarà un'altra festa RedBull?





lunedì 26 agosto 2013

Gp Spa: Vettel dorato, Alonso rinato, Hamilton fregato, Raikkonen (s)frenato

Perché io valgo. E voi altri non siete un...

E così il nuovo look biondo platino di Seb Vettel ha portato la 31esima vittoria in carriera al tedeschino, la seconda sulle montagne del Belgio. L'erede designato di Kaiser Schumy è sempre più vicino al quarto mondiale in-a-row (di seguito, come dicono oltreoceano). Si è giustamente imposto sullo speranzoso Luigino d'argento vestito che pure partiva in pole, ma nulla ha potuto contro l'incedere belligerante del biondissimo Seb, che già all'Eau-Rouge spalancava a manetta il gas e si lasciava dietro tutti. Bene, bravo (e molto probabilmente bis, ma forse non a Monza).

"Questa vittoria è per te, Newey...ops..."

A quasi 17 secondi da Vettel però, arriva scodando di rabbia Fernando Alonso Diaz  da Maranello, che risponde benissimo in pista alle critiche piovute su di lui come secchi di letame (ma, oh, se l'è cercata) nel week-end magiaro di fine luglio. L'Alonso nazionale partiva nono dopo l'ennesima qualifica sciagurata Ferrari, ma con una partenza degna di questo nome, lo spagnolo era già quinto e in pochi giri si sbarazza di Button e Rosberg e si piazza terzo. Riuscirà ad aver ragione anche di Hamilton al tornante della Source dove Lewis arriva un pò lunghetto e si fa infilare. Breve lotta tra i due, ma alla fine Alonso se ne va. Gara invece sfigata stavolta per Kimi Raikkonen, che partiva già nel gruppone, 8°, si trova in crisi coi freni anteriori e al giro 25, mentre tentava un sorpasso su Massa va lungo alla chicane Bus Stop, rientra in pista solo per andare ai box e constatare il ritiro. Per lui finisce la striscia positiva, la legge dei grandi numeri prima o poi punisce. Ma a Kimi va proprio male perché, a parte il solito Seb, anche Alonso ed Hamilton vanno a podio e costringono Iceman a scivolare proprio come sul ghiaccio fino al 4° posto, alla ridicola cifra di -63 dalla vetta. E' un gran freddo, magari Kimi metterà giù un pò più di vodka.

Massa regala la solita garetta così così, finisce 7° a 30 secondi dalla Ferrari numero 3, per carità ha anche avuto qualche problema a inizio gara, ma di certo non sarebbe arrivato a podio. Il sorpasso su Grosjean a 4 dal termine è indice che la Ferrari ha recuperato sulla Lotus (perché se ci riesce Felipe a star davanti alle nero-oro è buon segno). Fra gli altri scudieri, Rosberg si fa legnare da Lewis ancora una volta e finisce 4° a 3" dal nero, Webber partito 3° arriva 5°, ma la sua è ormai una stagione al tramonto, tira il carro fino ad Abu-Dhabi giusto perché non può fare altrimenti. La Porsche lo aspetta.

Button chiude 6° con una McLaren che solo lui riesce a portare ai punti, Perez è 11° a 40 secondi da lui. Detto tutto. Chiudono Sutil 9° e Ricciardo 10°, un altro punticino d'oro per la sua quasi ex-scuderia.

In sintesi è stata una bella gara, ma il dominio di Vettel ha reso tutto un pò soporifero, ricordando una vittoria alla Schumacher che di Spa è il re. Alonso prova a farsi rivedere con una F138 rinata. A Monza tra due settimane sarà un bel vedere, con la RedBull che forse non soffrirà i rettifili dell'italian ring come si pensa, la Mercedes pericolosa e la Lotus che forse farà da spettatrice. Il mondiale riparte, o ci prova, da -46 dalla vetta per Alonso, ma finché Vettel sale sul podio sarà dura. Per tutti.


domenica 28 luglio 2013

GP Ungheria 2013: Hamilton manda in ferie Vettel

Banana Joe Brawn con tre campioni del mondo.

Forse non ce lo si aspettava. Seguendo il trend Mercedes-Hamilton-Pole era facile desumere che Lewis non avrebbe vinto in Ungheria, o almeno, che non avrebbe avuto vita facile. Dopo la pole numero 22 invece, Hamilton vince per la quarta volta sull'Hungaroring portando a 30 le vittorie in carriera, timbrando finalmente la prima in freccia d'argento. Luigino sorprende due volte: ieri ha soffiato la pole a re Vettel quando nessuno ormai pensava che fosse possibile farcela, oggi combina un'altra pastetta a Seb rubandogli una vittoria che si sentiva già in tasca. Come aveva tra l'altro riferito a Nando Alonso giusto ieri "Qui vinco io". In un certo senso il tedeschino vince comunque perché con lo spagnolo 5° e Kimi 2°, riesce a guadagnare altri punti in chiave mondiale e rafforzare la leadership (172 punti significano +38 su Raikkonen che scavalca Alonso a +39, stessa temperatura di Budapest).

La vittoria della W04 numero 10 (quasi ad indentificare il fuoriclasse di questa F1) è stata invece quasi schiacciante, perché non ha accusato cali di prestazione e anzi, Hamilton ha martellato sulle dita di Vettel a suon di giri veloci consecutivi (anche se quello definitivo lo ha segnato Webber) e una guida sempre perfetta. Meno fortunato oggi Rosberg, vittima di un contatto con Massa al via, perde tempo ai box, sparisce in gara e soffoca con tutto il motore a 6 giri dalla fine. 

Alla fine Seb va in difesa e limita i danni. La RB9 sembrava soffrire anche dietro Button e per non far soffocare il motore Renault è costretto a mollare la presa per un pò, poi attacca e via. Per una volta la squadra lo chiama all'ordine anticipando l'ultimo pit-stop prima che le gomme decadessero. Vettel finisce 4° dietro Webber (grande gara, partito 10°) ma poi si sistema al 3° posto dopo la sosta dell'ormai ex-compagno di squadra.

Alla guida di una delle vetture più veloci in pista, Kimi Raikkonen si mette 2° e dice di essere il nuovo inseguitore di Vettel, in attesa di un risveglio Ferrari che ormai somiglia più a un "me cala la palpebra" che a un "hasta la victoria". La F138 manca di velocità, di guidabilità e trazione. Nando fa il miracolo in qualifica, ma in gara non riesce a sollevarsi oltre il 5° posto finale, lodevole la resistenza a Grosjean che oggi meritava il podio più di Kimi. Massa incolore fa quel che può, ma finisce 8°, dietro a un ottimo Button. Nono posto per Perez e poi, finalmente a punti la Williams con Maldonado 10°.

Si va in ferie allora fino a Spa, grandissimo appuntamento fineagostano che segna il giro di boa di un mondiale che per ora dice Vettel, ma che sussurra anche Raikkonen e bisbiglia Hamilton. Alla Ferrari invece si rischia di non parlare più.

P.S.: Da notare la fine porcellana stile souvenir esibita sul podio dall'organizzazione magiara:

Urna cineraria con panorama est-europeo...brrrr.

lunedì 8 luglio 2013

GP Nurburgring: Il capolista se ne va

Il podio del Bahrain 2012, 2013 e di ieri pomeriggio.
E fu così che Seb Vettel, in barba a tutte le gufate del Mazzoni, vinse nel mese di luglio e per di più in casa. Il povero Gianfranco ora non saprà cosa ripetere più e più volte parlando del quasi quadricampione tedesco. La gara di ieri ha visto il tentativo di Hamilton di dettare legge partendo dalla pole, ma dopo lo start bruciante delle Lattine Cornute si capisce che non è cosa per lui. Vettel era deciso a non lasciarsi sfuggire la vittoria in casa e infatti è autore di una gara alla sua maniera, solo leggermente impensierito dalle due vetture nereoro di Kimi e Romano Grossogianni, anzi all'inverso, dato che il francesino era di gran lunga più svelto del finlandese bevente ieri, solo l'ordine di squadra velato ha permesso a Raikko di arrivare 2°. Quarto Alonso, su una F138 che è meno di quel che si sperava essere, una buona macchina, ma che ancora soffre per un progetto che fatica ad aggiornarsi, vittima dei ritardi Ferrari nell'applicare novità e del volersi attaccare a strategie stiracchiate sperando che il gommo vada meglio di quello degli avversari. Invece Nando partendo con le medie non ottiene il vantaggio atteso ed è costretto ad inseguire l'inseguibile. Ma ieri RB e Lotus avevano un passo migliore e il 4° posto finale (e giro veloce però) è il massimo con questa macchina, anche aiutato dall'esplosione della Marussia del ferrarista Bianchi, che innesca la safety car e ricompatta il gruppo.

Troppo fumo e poco arrosto. Sort of.
Innesca anche una scenetta comica assai veramente, che per fortuna si conclude solo con le risate del pubblico:


Ci mette ancora del suo Massa, che ammette l'errore in frenata alla curva 1 giustificandosi poi per un problema al cambio che non gli ha permesso di ripartire. Meh, vabbé. Felipe vai a casa, sei ubriaco. Usavo difenderti, ma ora basta.

Parentesi Mercedes: Rosberg sbuffa al sabato e se la prende con la squadra che non lo ha fatto uscire in tempo, ma ieri si è ritrovato con la W04 inguidabile dice lui, che scivola, sbanda e sovrasterza. Ma non era di colpo diventata un macchinone dopo il test massonico con Pirelli? Alla fine è 9° a 46 secondi da Vettel. Hamilton limita i danni arrivando 5° a 27 secondi, levandosi almeno l'onta di arrivare dietro Button, 6° con una ritrovata (in parte) McLaren. Webber finisce 7° dopo il problema ai box con la ruota assassina che per fortuna ferisce non mortalmente l'incolpevole cameraman che ricorderà a vita la visita scortese di un cinturato aramidico Pirelli. Ancora una volta, gomme protagoniste. Secondo me, Stephen King sta già preparando un romanzo dei suoi.


Il circo si sposta in Ungheria a fine mese, dove vedremo le Pirelli ibride: struttura 2012 e mescola 2013. La Mercedes soffrirà ancora, è giusto così, la RB vincerà ancora, potrebbe non essere giusto, ma sarà così. La Ferrari farà una strategia apposita per permettere a Massa di partire ultimo e mettere Alonso in quarta fila per sfruttare la scia delle monoposto davanti. Alé!


lunedì 10 giugno 2013

GP Canada 2013: Vettel torna in sella al toro


Come avrete visto (chi ha seguito il gippì lo saprà) ierisera, tutto quello che è accaduto durante la gara è accaduto alle spalle di Vettel. Già perché il tedeschino partito dalla pole ha inflitto un ritmo alla corsa asfissiante per tutti ed è rimasto in testa dall'inizio alla fine (salvo piccola parentesi causa pit-stop). Fine della storia, RedBull che spezza l'incantesimo Canada e lascia la firma anche sul Gran Premio della foglia d'acero, Vettel che vola in classifica con la terza vittoria stagionale e fa quel che deve per avvicinarsi al 4° titolo consecutivo. Ci sarebbero giusto due sussulti per Seb, un muretto baciato con la posteriore destra e un lungo in curva 1, ma per le coronarie di Horner va bene così. L'hat-trick è stato però evitato. Colpa di Webber che ha segnato il giro veloce. Ora per ordine di Seb, verrà internato e nutrito a pane e acqua fino al week-end di Silverstone. Così magari impara.

Vediamo quindi quello che è accaduto dietro Vettel. Tra le due Mercedes, seconda e quarta al sabato, si era piazzato 3° fortunosamente Valtteri Bottas, ma alla partenza già si capisce che non è la Williams dell'anno scorso capace del miracolo di Barcellona e presto il finlandese si ritrova infilato un pò da tutti. Per la serie "è stato bello finché è durato"...finirà la gara 14° e doppiato.
Parte bene l'Alonso di maiale (come ama chiamarlo Oriano Ferrari) che dalla sua sesta piazza riesce a sopravanzare presto Bottas e si trova 5°, e si capisce già che la F138 va meglio che a Monaco. Intanto anche il povero Massa inizia a risalire la china dal 16° posto.
La lotta in pratica era a questo punto fra le Mercedes, la RedBull e la Ferrari, Hamilton, Webber, Rosberg, Alonso. Per qualche giro è sembrato che Nando non riuscisse ad avvicinare il toro e le due monoposto truffaldine di Stoccarda, poi complici la sofferenza di Rosberg (come mai?) con le gomme, Webber urtato da Van der Garde, la conquista della terza piazza per lo spagnolo risulta agevole. La Ferrari ha un ottimo passo e Nando registra giri veloci su giri veloci e poco a poco l'idea di sorpassare anche Hamilton 2° non sembra uscita da una barzelletta. Infatti la lotta fra i due sarà la parte più esaltante di questa gara:


Piccolo contatto sul primo sorpasso e poi anche sul ritorno di Hamilton (che non si era arreso). Alla fine Nando è secondo, a 14 secondi da Vettel.
Molto bella la gara di Massa che finisce 8°, sfruttando le supersoft in avvio gara e al primo pit per cercare di sorpassare il più possibile. Fa piacere vederlo contento a fine gara quando dice: "Adesso pensiamo a Silverstone, solo strada però , basta muri!". Ecco, speriamo.

Delude la Lotus che dopo una Monaco incolore si ripete anche qui, con Raikkonen 9° e Grosjean 13°. Kimi eguaglia il record di Schumy di 24 gare consecutive a punti, ma ha perso il secondo posto in classfica a favore di Alonso. E la E21 non promette bene da qui in avanti. Ottime le ForceIndia al 100° GP. Di Resta finisce 7° (partiva 17°!) e Sutil 10° (se avesse rispettato le bandiere blu su Hamilton e Alonso in lotta si sarebbe evitato un drive-through e magari sarebbe arrivato davanti a Massa).


Menzione d'onore per Jean-Eric Vergne, finito 6° e primo dei doppiati con la ToroRosso. Il fatto che il francesino partisse 7° significa che la STR8 a Montréal andava bene davvero. Peccato che Ricciardo non se ne sia accorto e sia finito 15° a 2 giri

Arriva poi in serata (21.30 italiane) la notizia della tragica scomparsa di un commissario di gara durante la rimozione della Sauber di Gutierrez, finita nella ghiaia a 4 giri dalla fine. Non mi va di raccontare di la dinamica, Google è vostro amico. R.I.P.

domenica 12 maggio 2013

GP Catalunya 2013 - E' tempo di matare


Se Alonso ha vinto come ha vinto in Cina, ha rotto il DRS in Bahrain e ha vinto come ha vinto oggi, siamo liberi di pensare che la Ferrari in gara va davvero forte e non la tiene nessuno, solo un pò la Lotus. Se Vettel in terra arida e calda bahrenita aveva sfoggiato una fortuna assurda e una RB9 imprendibile (per gli altri), in casa sua Fernando Alonso ha preso quel Toro culuto e lo ha tranquillamente accoppato con una certa violenza, roba che il pubblico urlava dagli spalti e faceva gesti di dileggio al cornuto avversario. Che annaspava nella bolgia catalana ed era più un mulo confuso in mezzo ai suoni che un toro sbuffante e minaccioso. Il risultato a tabellone ufficiale FIA-Rolex parla chiaro: 38.2 secondi di distacco, Vettel 4° (3° al via), fuori dal podio. E Webber arriva 5°, a 9 secondi da Vettel pur essendo partito 7°.
A vedere la F138 numero 3 più da vicino c'è riuscito solo Kimi Raikkonen, arrivato 2° a 9.3 secondi. Finalmente sul podio un immenso, oggi va detto, Felipe Massa, 3° a 26 secondi dal compagno. Ma, oh, di 'sti tempi, due Rosse sul podio fanno bene, non importa il distacco. Immenso perché Felipe ha dovuto subire la retrocessione al 9° posto in griglia da 6° che era, a solo un millesimo da Alonso. Sembrava già il prologo di un'altra gara da gruppone con quinto o sesto posto finale. Invece Massa parte discretamente, ha un gran passo e nonostante la sfiga abbia tentato di bussare alla sua porta con quella sosta anticipata per un problema con le gomme, Felipe tiene giù, si riprende le posizioni perse (Alonso e Massa erano primo e secondo) e solo Raikkonen riesce a tenerlo dietro, anche grazie alla strategia su 3 soste della Lotus.

Il capolavoro di Alonso ha inizio come sempre alla partenza, dove mantiene la quinta posizione e poi compie un'incredibile manovra all'esterno della curva 3 e infila in un colpo solo Raikkonen ed Hamilton:


Intervistato, Alonso ha affermato di aver usato tutto il kers non sfruttato allo start proprio alla curva 3, poi ha detto di aver visto la gara della GP2, dove ha notato che molti hanno provato il sorpasso in quel punto. Quasi a volersi giustificare, come se avesse fatto una manovra da "niente di speciale".
Rosberg ha provato a scappare, ma come ci si aspettava è sparito, inghiottito dal consumo anomalo delle gomme. Hamilton è stato proprio rapito dai demoni del consumo oscuro delle gomme e non è più riuscito a salvarsi dal 12° posto, nonostante le urla disperate.
Così Nando arrivava fino alla prima sosta ai box uscendo davanti a Vettel, ma dietro Rosberg, che divorerà poco dopo e da lì fino alla fine non ce ne sarà per nessuno. Giusto al giro 49 viene richiamato ai box per sostituire le gomme preventivamente a causa di una probabile foratura all'anteriore sinistra. In tutto 4 soste.
In casa McLaren altra gara calvario, Button e Perez anzi rimediano l'8° e 9° posto, dietro Di Resta con la ForceIndia, dopo una già difficile qualifica. Portare punti è comunque importante in attesa di tempi migliori. L'idea che la MP4-28 sia una monoposto laboratorio per il 2014 si fa più forte. Altrimenti conveniva aggiornare l'ottima MP4-27 e ottenere qualcosina in più quest'anno.

Alonso esce dunque dalla Spagna quasi dimezzando il distacco da Vettel, da -30 a -17 e la Ferrari scavalca la Lotus al 2° posto (grazie anche al ritiro di Grosjean). Raikkonen intanto è a soli 4 punti dalla vetta e nessuno sembra notarlo, come sottolinea il mitico Eddie Jordan a fine gara sul podio.

A Montecarlo fra 2 settimane andrà in scena l'ennesimo crocevia mondiale, con Vettel under pressure, Alonso pompatissimo e Raikkonen sempre glaciale in secondo piano a sperare in un'altra vittoria per imporsi nella lotta all'iride.


 

domenica 14 aprile 2013

Shanghai 2013 - Dragon Nando vince a Shanghai!


Grandissima vittoria Ferrari in Cina. Nando si rialza subito dopo lo zero registrato in Malesia, che pesava, era l'opposto del risultato del 2012. Quello che ha provato anche Rosberg, ritirato con la Mercedes dopo aver vinto lo scorso anno a Shanghai.
L'ultima vittoria di Alonso in Cina risaliva al 2005, anno del suo primo mondiale...
Ieri in qualifica e venerdì nelle libere la F138 dimostrava di avere un ottimo passo e una buona velocità ed era nell'aria una possibile prestazione maiuscola in gara.
E' quello che è successo, col podio invertito: Alonso, Raikkonen, Hamilton. Al via Nando (e anche Massa) brucia Raikkonen, che pattina sulla 2a piazza, e si getta alla caccia di Hamilton, che verrà prontamente sverniciato dal duo di Maranello sotto al boato dei tifosi italiani falsi (erano copie cinesi). Con 6 sorpassi Nando confeziona la vittoria, riprendendo Hamilton dopo la prima sosta, poi Button, Hulkenberg e Vettel due volte. Tutta gente che si era ritrovata per sbaglio a condurre la gara. Ma quel posto oggi proprio non calzava a nessun altro.

Si capisce subito che il passo della Ferrari è quello giusto, ma la festa rossa purtroppo non si completa: Massa si perde subito dopo la prima sosta, con gomme che non andavano (a suo dire) imbottigliato dalla Force India di Di Resta, l'unica in gara dopo l'abbandono di Sutil per speronamento pirata di Gutierrez alla staccatona da 7a a 2a marcia del rettilineo chilometrico di Shanghai. Alla fine è 6°, dietro a un ottimo Button che era partito 8°.

La RedBull ferita dalle qualifiche fa partire Webber dalla pit-lane con gomme morbide, cambiando strategia, ma richiamando subito Mark ai box dopo appena tre giri per rimettere le medie. Non è però il fine settimana ideale per l'australiano, chiara vittima di un gomblotto in casa: prima sperona Vergne e quasi rompe l'ala anteriore, poi ai box gli montano male la posteriore destra ed è costretto a un lentissimo ritorno a casa, ma la gomma decide di tornare da sola ai box e Webber parcheggia quando mancava poco all'uscio. Cioé, adesso mettetegli sotto la mamma e la fate completa. Sfigato.*

Vettel alla fine, pur partendo 9° riesce grazie alle soste ritardate dalle Pirelli medie a portarsi addirittura in testa, ma soccombe poi al trio Alo-Rai-Ham e finisce 4°, arrivando appena dietro Hamilton dopo aver tirato il collo alle soft per i 4 giri finali.

Da segnalare la gran gara di Ricciardo, 7° con la Toro Rosso e di Hulkenberg, che con la Sauber si è anche trovato in testa e ha lottato per poco con i grandi. Poi le soste ai box e il rendimento delle gomme lo relegano al 10° posto finale.

Il Giallo Modena sventola in Cina
In Bahrein ci aspettiamo una Ferrari di nuovo forte e competitiva, pronta a registrare punti pesanti magari con entrambi i piloti per poi tornare in Europa con qualche certezza in più.

*E' stato pure penalizzato post-gara di 3 posizioni per la collisione con Vergne. Ecco.