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domenica 13 ottobre 2013

GP Giappone: Suzuka (quasi) incorona Vettel

Ancora a podio la Lotus, stavolta solo con Grosjean. Sul gradino più alto invece, ci sono ormai anche le impronte degli stivaletti di Vettel...deve solo piazzarcisi sopra alla fine di ogni gara.

C'è l'ombra della scomparsa di Maria De Villota venerdì scorso sul gippì del Giappone, ma per Seb Vettel il mondiale 2013 è una gioia continua. Continua come la striscia di vittorie consecutive dal Belgio (5) che lo porta a 9 totali quest'anno. Di questo passo può battere tranquillamente il suo record di 11 vittorie del 2011. Ma ormai ci si chiede quale sia il limite del mezzo RB9 e del pilota figlio illeggittimo di Kaiser Schumy. Domenicali stesso ha ammesso che Vettel è come Schumacher. Oggi lo ha ricordato una volta di più, pur trovandosi 3° in gara, sfilato in partenza da un Jean ancora più Gros oggi, è rimasto tranquillo fino a quando non si è trattato di macinare la pista con giri estremamente consistenti. Il gioco dei box ha fatto il resto. Webber 2° (che stenta ancora a creder di aver finito la gara) ha avuto ragione di un caparbio Romain, unico pilota a dare fastidio al duo di Milton Keynes oggi. Complimenti a lui che ha bastonato Raikkonen (5° oggi, dopo essere partito ancora dal 9° posto) dopo averle prese in Corea dal finlandese. Al quarto posto il samurai in rosso, Alonso Mifune, che ormai tira la barca dove può e sogna ogni notte la Ferrari 2014 coperta d'alloro. A questo sogno alterna un incubo dove Kimi Raikkonen vince il titolo all'ultima gara con un punto più di lui. Il risultato è che si sveglia sempre sudato e ansimante e va a sistemare i prodotti alla Conad...

Per Massa anche oggi una gara che poteva essere e non è stata, a causa di un drive-through che il brasiliano si becca per eccesso di velocità in pit-lane. Vabbé, dopo aver lottato in pista più o meno alla pari con Nando fino al sorpasso dello spagnolo, Felipe chiude 10°, passato anche da Button. E intanto la Lotus ha già ingaggiato Hulkenberg...Felipinho dove lo metto? Dove lo metto non si sa...

E proprio "Incredible Hulk" fa anche oggi una gran gara, chiude 6° dietro Alonso e Kimi. Nando è finalmente riuscito nel sorpasso che tentava dalla gara scorsa. 

La soddisfazione della F138 fine 2013 è anche questo: riuscire a sorpassare una Sauber-Ferrari...

Bene anche Gutierrez, che vince il duello messicano con Perez (15° e doppiato) alla grande. Esteban ha chiuso 7° ed ha mostrato buone cose in gara, come la lotta con Rosberg (8°). Merito anche di una C32 in ripresa. Mercedes sparita subito dalla scena, con Hamilton che veniva toccato alla posteriore destra da Vettel. 

Vettel sverniciato da Lewis e Romain allo start. Ma Hamilton è troppo vicino...
La gomma di Lewis esplode, Seb se ne va tranquillo. L'inglese deve fare un giro intero su tre ruote, rientra 20°, ma si ritira poco dopo. Peccato perché aveva fatto un'ottima partenza e probabilemente avrebbe lottato per un pò con quelli davanti.

Restano 4 gare: India, Abu Dhabi, Usa e Brasile. Fosse per me, salterei subito a Interlagos per finire l'agonia della Ferrari e dare finalmente a Vettel il suo 4° titolo. Ho troppa voglia di vedere le macchinine del 2014. Sperando come sempre in una F1 migliore, più combattuta e meno calcolata a tavolino attorno a gomme, scarichi, ali e alettoni.

 

domenica 6 ottobre 2013

GP Corea: Ke Kimi!!! Ma Seb vince ancora...

Ancora una volta, la coppia Lotus accerchia Vettel sul podio, dopo Bahrain 2012 e 2013.
E' giusto onorare Kimi Raikkonen nel titolo e dare meno rilievo a Vettel, che pur vincendo la gara e sfatando l'inutile tabù coreano del poleman che poi non domenica se la piglia in saccoccia, non ha emozionato come invece hanno fatto i piloti che partivano dalle piazze a metà gruppone. Ecco, Iceman, come a Singapore, confeziona una gara in rimonta che fa sognare i tifosi Ferrari. Partiva 9° in griglia, ma grazie alla E21 che oggi aveva il passo in più in gara e grazie anche alle due safety car, riesce a finire 2° a soli 4.2 secondi da Konig Vettel. E soprattutto strappando la posizione a Grosjean che pure se l'era sudata da inizio gara. Tanto che Bollitore Boullier comunica via radio al baguettaro un "you are faster than Kimi" di Smedleiana memoria.  Solo che Romain non è così tanto più veloce di Kimi e quindi alla fine il sorpasso non si propizia. Avrei proprio voluto vedere Raikkonen lasciare la posizione chiedendo anche scusa al compagno.

Le Ferrari sono state invece deludenti. Mai in palla sul passo gara, addirittura con Alonso incapace di sorpassare un Hulkenberg che oggi con i denti si è tenuto un 4° posto da eroe, lottando appunto con lo spagnolo e con Hamilton (5°), mai in grado di passare. Anzi, una volta sì, ma grazie alla miglior trazione della C32 in ingresso alla zona DRS, Hulk si riprendeva il maltolto. Massa sbaglia la frenata in avvio gara e rischia di carambolare su Nando, si gira, finisce in fondo al gruppo e rimonta poi fino al 9° posto. Al massimo l'avremmo visto dietro Nando (6°) a fine gara. Le due McLaren finiscono a punti con Button 8° e Perez 10°. E' un'agonia che tutti a Woking sperano finisca presto.

Si ritorna a parlare di gomme in crisi, vista la delaminazione del cinturato Pirelli su Perez che deve averla presa pressappoco così:


D'altronde oggi, tra le millemila curve e curvette dello Yeongam Circuit, l'anteriore destra era in crisi su tutte le monoposto, anche Vettel accusava graining vistosissimo, su una RB9 che ha come unico problema la pompetta dell'acqua per il pilota, come dichiarerà Seb a fine gara al microfono di Johnny Eriberto. E l'altra RB9? Quella col numero 2? Niente, quella serve solo da talismano cacciaguai per Vettel. Tutti i guia li raccoglie Webber: si becca Di Resta nel fianco e subito dopo, quasi come se la Force India avesse innescato una miccia, la RB9 numero 2 va a fuoco. Di nuovo. Così, puff! 
Al povero Marcone non resta che attendere il solito passaggio...

...solo che oggi lo riporterà ai box un commissario col motorino...
Questo riporta in pista Maylander e la sua SLS, ma prima di lui è entrato in pista Sergio Marchionne con una Jeep Grand Cherokee, per pubblicizzarne il lancio anche in Corea. Abbiamo anche una sequenza:


Giusto per rendere più emozionante sul finale una gara quasi noiosa, sulla quale non è caduta nemmeno una goccia di pioggia. E menomale che c'era previsto un uragano forza 5.

Ora si va a Suzuka, dove Vettel, forte dei suoi ottantredicimila punti di vantaggio su Alonso, potrebbe finalmente chiudere il discorso che ormai è retto in piedi solo dalla scienza dei numeri. Ma la domanda è: perché si ritira sempre e solo Webber?

Saluti da Yeongam!

lunedì 26 agosto 2013

Gp Spa: Vettel dorato, Alonso rinato, Hamilton fregato, Raikkonen (s)frenato

Perché io valgo. E voi altri non siete un...

E così il nuovo look biondo platino di Seb Vettel ha portato la 31esima vittoria in carriera al tedeschino, la seconda sulle montagne del Belgio. L'erede designato di Kaiser Schumy è sempre più vicino al quarto mondiale in-a-row (di seguito, come dicono oltreoceano). Si è giustamente imposto sullo speranzoso Luigino d'argento vestito che pure partiva in pole, ma nulla ha potuto contro l'incedere belligerante del biondissimo Seb, che già all'Eau-Rouge spalancava a manetta il gas e si lasciava dietro tutti. Bene, bravo (e molto probabilmente bis, ma forse non a Monza).

"Questa vittoria è per te, Newey...ops..."

A quasi 17 secondi da Vettel però, arriva scodando di rabbia Fernando Alonso Diaz  da Maranello, che risponde benissimo in pista alle critiche piovute su di lui come secchi di letame (ma, oh, se l'è cercata) nel week-end magiaro di fine luglio. L'Alonso nazionale partiva nono dopo l'ennesima qualifica sciagurata Ferrari, ma con una partenza degna di questo nome, lo spagnolo era già quinto e in pochi giri si sbarazza di Button e Rosberg e si piazza terzo. Riuscirà ad aver ragione anche di Hamilton al tornante della Source dove Lewis arriva un pò lunghetto e si fa infilare. Breve lotta tra i due, ma alla fine Alonso se ne va. Gara invece sfigata stavolta per Kimi Raikkonen, che partiva già nel gruppone, 8°, si trova in crisi coi freni anteriori e al giro 25, mentre tentava un sorpasso su Massa va lungo alla chicane Bus Stop, rientra in pista solo per andare ai box e constatare il ritiro. Per lui finisce la striscia positiva, la legge dei grandi numeri prima o poi punisce. Ma a Kimi va proprio male perché, a parte il solito Seb, anche Alonso ed Hamilton vanno a podio e costringono Iceman a scivolare proprio come sul ghiaccio fino al 4° posto, alla ridicola cifra di -63 dalla vetta. E' un gran freddo, magari Kimi metterà giù un pò più di vodka.

Massa regala la solita garetta così così, finisce 7° a 30 secondi dalla Ferrari numero 3, per carità ha anche avuto qualche problema a inizio gara, ma di certo non sarebbe arrivato a podio. Il sorpasso su Grosjean a 4 dal termine è indice che la Ferrari ha recuperato sulla Lotus (perché se ci riesce Felipe a star davanti alle nero-oro è buon segno). Fra gli altri scudieri, Rosberg si fa legnare da Lewis ancora una volta e finisce 4° a 3" dal nero, Webber partito 3° arriva 5°, ma la sua è ormai una stagione al tramonto, tira il carro fino ad Abu-Dhabi giusto perché non può fare altrimenti. La Porsche lo aspetta.

Button chiude 6° con una McLaren che solo lui riesce a portare ai punti, Perez è 11° a 40 secondi da lui. Detto tutto. Chiudono Sutil 9° e Ricciardo 10°, un altro punticino d'oro per la sua quasi ex-scuderia.

In sintesi è stata una bella gara, ma il dominio di Vettel ha reso tutto un pò soporifero, ricordando una vittoria alla Schumacher che di Spa è il re. Alonso prova a farsi rivedere con una F138 rinata. A Monza tra due settimane sarà un bel vedere, con la RedBull che forse non soffrirà i rettifili dell'italian ring come si pensa, la Mercedes pericolosa e la Lotus che forse farà da spettatrice. Il mondiale riparte, o ci prova, da -46 dalla vetta per Alonso, ma finché Vettel sale sul podio sarà dura. Per tutti.


lunedì 24 giugno 2013

Le Mans 24: Audi porta a casa tutto.

La R18 e-tron Quattro #2 di Kristensen-Duval-McNish

Come dunque si prospettava, anche quest'anno Audi si aggiudica l'edizione 81 della 24 ore. In maniera meno netta dell'anno scorso perché Toyota ha piazzato al secondo posto la TS-030 di Davidson-Buemi-Sarrazin (il primo ex Toyota F1, il secondo ex ToroRosso, il terzo ex di tante cose, anche in F1 nel '99 con la Minardi M01 per la sola gara di Interlagos, poi rally con la Subaru, ma l'unica dimensione decente la trova coi prototipi LM). Al terzo posto, vabbé, un'altra Audi R18, quella di Gene-DiGrassi-Jarvis (anche qui gente da F1, tranne Jarvis che è un DTM).
E' stata una gara segnata dal maltempo che ha spesso rimescolato le tattiche dei team e che, purtroppo, è stato in buona parte l'artefice dello schianto fatale del povero Allan Simonsen. Il danese ha perso il controllo della sua Aston Martin Vantage alla Tertre Rouge ed è finito violentemente lato pilota contro le barriere. Alla fine Tom Kristensen, suo blasonato connazionale, gli dedicherà la nona vittoria di Le Mans.

Un pò di gloria stava per averla anche Bruno Senna con la Aston Martin Vantage #99 di classe GTE Pro assieme a Makowiecki e Bell, ma purtroppo anche qui complice il maltempo, Makowiecki finisce a muro facendo un pendolo pauroso dopo aver condotto la gara per 248 giri. Tutto è finito invece a donne di facili costumi. Vittoria regalata a Porsche. Il centenario della Aston non è stato certo festeggiato al meglio. Peccato anche per la nuova proprietà italiana della famiglia Bonomi.

Anche le Ferrari 458 del team AF Corse finiscono deluse dal 5° e 6° posto. Nulla da fare quest'anno per Fisico, Bruni e il nuovo arrivato Kobayashi. Bisogna ricordare però, che la 458 è stata pesantemente limitata dal nuovo regolamento per livellare le prestazioni. Arrivare anche dietro le ormai vecchie Corvette C6 è un pò troppo.

Dal 2014 cambia il regolamento, le vetture LMP1 dovranno essere più strette (da 200 a 190 cm), l'angolo visuale del pilota dev'essere migliorato e quindi probabilmente verrà arretrato ed innalzato nell'abitacolo. In effetti in quei buchi chiusi e stretti non si vede moltissimo. Il peso minimo è stato portato a 850 Kg anziché 900. Ancora una volta, Audi con la sua "ultra light-weight technology" non avrà problemi ad adeguarsi.


 

lunedì 10 giugno 2013

GP Canada 2013: Vettel torna in sella al toro


Come avrete visto (chi ha seguito il gippì lo saprà) ierisera, tutto quello che è accaduto durante la gara è accaduto alle spalle di Vettel. Già perché il tedeschino partito dalla pole ha inflitto un ritmo alla corsa asfissiante per tutti ed è rimasto in testa dall'inizio alla fine (salvo piccola parentesi causa pit-stop). Fine della storia, RedBull che spezza l'incantesimo Canada e lascia la firma anche sul Gran Premio della foglia d'acero, Vettel che vola in classifica con la terza vittoria stagionale e fa quel che deve per avvicinarsi al 4° titolo consecutivo. Ci sarebbero giusto due sussulti per Seb, un muretto baciato con la posteriore destra e un lungo in curva 1, ma per le coronarie di Horner va bene così. L'hat-trick è stato però evitato. Colpa di Webber che ha segnato il giro veloce. Ora per ordine di Seb, verrà internato e nutrito a pane e acqua fino al week-end di Silverstone. Così magari impara.

Vediamo quindi quello che è accaduto dietro Vettel. Tra le due Mercedes, seconda e quarta al sabato, si era piazzato 3° fortunosamente Valtteri Bottas, ma alla partenza già si capisce che non è la Williams dell'anno scorso capace del miracolo di Barcellona e presto il finlandese si ritrova infilato un pò da tutti. Per la serie "è stato bello finché è durato"...finirà la gara 14° e doppiato.
Parte bene l'Alonso di maiale (come ama chiamarlo Oriano Ferrari) che dalla sua sesta piazza riesce a sopravanzare presto Bottas e si trova 5°, e si capisce già che la F138 va meglio che a Monaco. Intanto anche il povero Massa inizia a risalire la china dal 16° posto.
La lotta in pratica era a questo punto fra le Mercedes, la RedBull e la Ferrari, Hamilton, Webber, Rosberg, Alonso. Per qualche giro è sembrato che Nando non riuscisse ad avvicinare il toro e le due monoposto truffaldine di Stoccarda, poi complici la sofferenza di Rosberg (come mai?) con le gomme, Webber urtato da Van der Garde, la conquista della terza piazza per lo spagnolo risulta agevole. La Ferrari ha un ottimo passo e Nando registra giri veloci su giri veloci e poco a poco l'idea di sorpassare anche Hamilton 2° non sembra uscita da una barzelletta. Infatti la lotta fra i due sarà la parte più esaltante di questa gara:


Piccolo contatto sul primo sorpasso e poi anche sul ritorno di Hamilton (che non si era arreso). Alla fine Nando è secondo, a 14 secondi da Vettel.
Molto bella la gara di Massa che finisce 8°, sfruttando le supersoft in avvio gara e al primo pit per cercare di sorpassare il più possibile. Fa piacere vederlo contento a fine gara quando dice: "Adesso pensiamo a Silverstone, solo strada però , basta muri!". Ecco, speriamo.

Delude la Lotus che dopo una Monaco incolore si ripete anche qui, con Raikkonen 9° e Grosjean 13°. Kimi eguaglia il record di Schumy di 24 gare consecutive a punti, ma ha perso il secondo posto in classfica a favore di Alonso. E la E21 non promette bene da qui in avanti. Ottime le ForceIndia al 100° GP. Di Resta finisce 7° (partiva 17°!) e Sutil 10° (se avesse rispettato le bandiere blu su Hamilton e Alonso in lotta si sarebbe evitato un drive-through e magari sarebbe arrivato davanti a Massa).


Menzione d'onore per Jean-Eric Vergne, finito 6° e primo dei doppiati con la ToroRosso. Il fatto che il francesino partisse 7° significa che la STR8 a Montréal andava bene davvero. Peccato che Ricciardo non se ne sia accorto e sia finito 15° a 2 giri

Arriva poi in serata (21.30 italiane) la notizia della tragica scomparsa di un commissario di gara durante la rimozione della Sauber di Gutierrez, finita nella ghiaia a 4 giri dalla fine. Non mi va di raccontare di la dinamica, Google è vostro amico. R.I.P.

domenica 21 aprile 2013

GP Bahrain 2013 Gara - Vettel lo stregone, Nando lo sfigone

La foto è dell'anno scorso, il risultato tanto è il medesimo...
Perché a Seb sembra girare sempre tutto "dritto pé dritto", per dirla alla Mario.
E' chiaro che abbia attuato un qualche tipo di fattura ai danni della Scuderia tutta, perché solo Alonso non gli bastava. Il Gp del Bahrain, teatro di 4 vittorie Ferrari, oggi si è trasformato nel palcoscenico della sfiga più nera, una storia dove i cattivi umiliano i buoni.  Buoni che però non si danno per vinti e lottano fino alla fine, sbucano da sotto le macerie, guardano in cagnesco il nemico e pensano: "Madò, che gara di merda!...ah, ma la vedremo, marrano di un Vettel!". Intanto si leccano le ferite.

Alonso era partito bene, era secondo mentre Vettel già s'involava, sicuro di aver preparato il campo per una vittoria facile, alla Dick Dastardley, solo con un finale diverso. Poi, le nubi si addensano sulla F138 sbagliata e il DRS (DispositivoRotturaSemplificata) s'inceppa e non si richiude. Così Nando si ritrova con la macchina in configurazione Monza, con carico quasi azzerato. Stavolta non fanno come in Malesia e arriva il perentorio "BOX NOW" da Andrew Star. Alonso entra, richiudono l'ala (poteva magari riprovare il funzionamento durante la sosta, ma vabbé...) riparte e...niente, appena rientra in pista si blocca tutto di nuovo. A-rientra ai box, chiudono l'ala, cambiano le gomme e via, verso nuove avventure. Che significa 15° e niente DRS (DietroRestiSenza).

Intanto Vettel spariva e lo si rivedrà solo al traguardo. La gara è stata comunque accesa da vari duelli, primo fra tutti quello da occhi iniettati di sangue di Perez contro Button, che nonostante sia un gran bravo ragazzo, pare abbia fatto incazzare il messicano talmente tanto che oggi proprio a Jenson lo voleva fare secco. Qui Button prova a farsi sentire col box dopo aver ricevuto una spintarella da Perez:


L'unica speranza Ferrari (esile per la verità), Felipe Massa, lotta per avere qualche punto, ma l'unica cosa che ottiene è una gomma bucata dai residui della macumba vetteliana e non basterà una volta, ma due volte. Alla fine il povero Felipe è 15°. Qui potete ammirare come la jella divida in due la gomma posteriore destra (lo confermerà anche Paul Hembery, si tratta di sfiga):


Alonso, da par suo, si prende la Scuderia sulle spalle e confeziona l'ennesima gara incredibile che non può non far rimpiangere un'altra gara buttata alle ortiche. Con il solito passo da asturiano, riesce a recuperare giro dopo giro, ritrova la lotta con Perez, già amico di ferri corti nel 2012, rischia grosso con uno Speedy Gonzalez assassino oggi, ma non riece a stargli davanti. Nando chiude comunque 8°, davanti a Rosberg e Button, a un soffio da Webber. Un gigante azzoppato.
In tutto questo casino, si concretizza la mini-doppietta Lotus, con Raikkonen 2° che riesce a terminare con solo 2 soste e Grosjean 3° che ha ragione di un pazzesco Di Resta, 4° con la ForceIndia, anche lui su 2 soste.
Al 4° posto termina un buon Hamilton, che fa una gara anonima quasi fino al termine, quando dopo essere riuscito a risalire fino al 5° posto, si fa beffa di Webber e chiude sotto al podio.
In sintesi per la Ferrari è la GDM numero 2 (GDM? gara di m...? esatto), con una macchina che può vincere (a podio oggi sarebbe arrivata di certo). La RedBull continua a macinare punti pesanti e ora Nando è a 30 punti da Vettel (77 a 47). Si va in Europa, si va in Spagna dove Alonso tenterà ovviamente di tutto per bagnarsi di gloria col pubblico di casa sua. Sfiga e culo teutonico permettendo. 

sabato 20 aprile 2013

GP Bahrain 2013 - Rosberg a sorpresa

Come se avessi vinto, Nico.

A differenza del solito, Rosberg stavolta fa il tempone nelle qualifiche anziché nelle libere, ché alla fine ha capito che non serviva a nulla. Lo fa con un ottimo 1'32"330, dopo che Alonso aveva impressionato nel Q1 con quel 1'32"878 registrato con gomme hard (e questo fa ben sperare in Ferrari per la prestazione in gara). Secondo partirà Vettel, ritrovato dopo la non qualifica a Shanghai e terzo Alonso, staccato di 3 decimi dalla pole.

Peggio è andata a Luigino Hamilton, vittima di un incidente nelle libere 3 del mattino, quando la sospensione posteriore sinistra ha deciso di cedere e i tecnici hanno dovuto anche sostituire la trasmissione. -5 in griglia che, a fronte del 4° tempo ottenuto, si traduce in un 9° tempo domani al via, dietro a Webber che partirà 8° dopo aver ottenuto il 5° tempo, ma che deve scontare 3 posizioni per la collisione con Vergne in Cina.

Ottime le ForceIndia (7° Di Resta, 8° Sutil) che hanno pure loro un buon passo gara, ma che a causa della penalizzazione dei due di cui sopra, perderanno qualcosa al via. Dietro le Lotus con Kimi 9° e Grosjean 11°. Anche qui si dicono certi sul buon esito della gara. Button festeggia il 10° posto in un momento in cui la McLaren non è proprio bella da vedere e per i piloti ancora meno da guidare. Chiedere a Perez (12°), che per ora sembra il cugino pigro di Speedy Gonzalez.

In coda, si segnala Charles Pic che dà un secondo a Bianchi (Marussia per la prima volta quest'anno non è al "top" fra i team poveri).

Gara caldissima domani. Vedremo chi riuscirà a portare i gelati al traguardo senza che si squaglino. Raikkonen intanto li offre ai giornalisti.


giovedì 7 febbraio 2013

Jérez Day3: Massa si fa notare

Arriva anche l'acuto della F138 e di Massa. Dopo McLaren e Lotus, oggi la Ferrari ha messo la firma sul giro più veloce, che in termini di numeri è stato di 1'17"879, il più veloce in assoluto di questi tre giorni. Sarà perché Massa ha provato le nuove soft Pirelli, molto performanti sul giro singolo, ma che pare degradino molto rapidamente. Di certo però, la F138 sembra sfruttare bene questa caratteristica, nota invece dolente della F2012, che faticava a far entrare in temperatura le scarpe da corsa. Tuttavia Felipe ancora teme (giustamente) la McLaren, perché il tempo segnato da Button martedì scorso è stato fatto con gomme hard e asfalto sfavorevole (abrasivo come le spugne Vileda)...come dargli torto?

La Rossa è sempre un bel vedere. Notare le aperture sotto lo sponsor Hublot
Finalmente oggi la Mercedes è riuscita a girare (e tanto, addirittura 148 giri!) senza riportare rotture, né meccaniche né di balle, e Rosberg ha segnato anche tempi interessanti. E' suo il secondo tempo dietro Massa, a 8 decimi.
E' stata anche la giornata del ritorno in pista di Seb "tanto-vinco-io" Vettel. Anche per lui un long-run di oltre 100 giri e terzo tempo a 1"1 dalla Ferrari, ma è fantascienza non v'illudete.
A sorpresa ha girato poco la Lotus, con Kimi finalmente al volante, solo 40 giri fino al primo pomeriggio, poi box fino alla fine.
In McLaren si è puntato probabilmente a testare altre cose oltre la velocità e oggi Button si è visto poco.

Nelle retrovie brilla la Marussia, il team è molto soddisfatto dei tempi, dell'affidabilità e delle prestazioni generali della macchina. Per loro 78 giri con l'altro inglesino Max Chilton (2° l'anno scorso in GP2 con la Carlin). Stasera gran festa ai box.
Williams continua a testare nuove soluzioni sulla macchina vecchia, oggi col nuovo Bottas:

Qui provavano a trovare la F1 in streaming per non pagare Sky...
Esordio anche per Esteban Gutiérrez sulla Sauber, che ancora non ha mostrato cosa può dare oltre all'essere affidabile.

Domani si chiude per poi rivedersi a Barcellona, dove magari si vedranno cose più attendibili. Jérez inizia a stancare.

martedì 16 ottobre 2012

Felipe ancora per un anno

Alla fine è andata come ci si immaginava: Massa è stato confermato ancora per un anno. La F2013 la guiderà anche lui. Cosa ci farà, non è dato saperlo, ma sicuramente avrà i soliti problemi di adattamento alle gomme, al sedile che gli stringe troppo le natiche, al ragù alla bolognese che proprio non va giù ecc...
Un altro anno in Ferrari? Che pizza...
 Di certo nella decisione sarà stata importante l'opinione di Alonso, che un probabile rompiballe non lo vuole di certo. Di rampante in Ferrari ci deve stare solo il cavallino, non altri giovani. Niente Hulkenberg, Di Resta, Papasthatopoulos e chi più ne ha più ne metta, solo Felipe Massa per quello che sarà, probabilmente, l'ultimo anno in rosso. Dal 2014 si parla di Vettel, ma il presidente Montezuma ha dichiarato che non vuole due galli in un pollaio, quindi ancora nulla è deciso. Certo, se Felipe saprà fare tesoro dell'esperienza di questo finale di mondiale e ripartire con la stessa carica, è un conto, perché nelle ultime gare ha un bilancio migliore di FerNano (sfighe a parte). Diversamente, se cannerà metà stagione 2013, la Scuderia potrebbe davvero mandarlo a casa anzitempo, magari è una clausola del nuovo contratto, chissà. Per il resto, forza Massa e, miraccomando, non troppo vicino ad Alonso, eh.