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lunedì 26 agosto 2013

Gp Spa: Vettel dorato, Alonso rinato, Hamilton fregato, Raikkonen (s)frenato

Perché io valgo. E voi altri non siete un...

E così il nuovo look biondo platino di Seb Vettel ha portato la 31esima vittoria in carriera al tedeschino, la seconda sulle montagne del Belgio. L'erede designato di Kaiser Schumy è sempre più vicino al quarto mondiale in-a-row (di seguito, come dicono oltreoceano). Si è giustamente imposto sullo speranzoso Luigino d'argento vestito che pure partiva in pole, ma nulla ha potuto contro l'incedere belligerante del biondissimo Seb, che già all'Eau-Rouge spalancava a manetta il gas e si lasciava dietro tutti. Bene, bravo (e molto probabilmente bis, ma forse non a Monza).

"Questa vittoria è per te, Newey...ops..."

A quasi 17 secondi da Vettel però, arriva scodando di rabbia Fernando Alonso Diaz  da Maranello, che risponde benissimo in pista alle critiche piovute su di lui come secchi di letame (ma, oh, se l'è cercata) nel week-end magiaro di fine luglio. L'Alonso nazionale partiva nono dopo l'ennesima qualifica sciagurata Ferrari, ma con una partenza degna di questo nome, lo spagnolo era già quinto e in pochi giri si sbarazza di Button e Rosberg e si piazza terzo. Riuscirà ad aver ragione anche di Hamilton al tornante della Source dove Lewis arriva un pò lunghetto e si fa infilare. Breve lotta tra i due, ma alla fine Alonso se ne va. Gara invece sfigata stavolta per Kimi Raikkonen, che partiva già nel gruppone, 8°, si trova in crisi coi freni anteriori e al giro 25, mentre tentava un sorpasso su Massa va lungo alla chicane Bus Stop, rientra in pista solo per andare ai box e constatare il ritiro. Per lui finisce la striscia positiva, la legge dei grandi numeri prima o poi punisce. Ma a Kimi va proprio male perché, a parte il solito Seb, anche Alonso ed Hamilton vanno a podio e costringono Iceman a scivolare proprio come sul ghiaccio fino al 4° posto, alla ridicola cifra di -63 dalla vetta. E' un gran freddo, magari Kimi metterà giù un pò più di vodka.

Massa regala la solita garetta così così, finisce 7° a 30 secondi dalla Ferrari numero 3, per carità ha anche avuto qualche problema a inizio gara, ma di certo non sarebbe arrivato a podio. Il sorpasso su Grosjean a 4 dal termine è indice che la Ferrari ha recuperato sulla Lotus (perché se ci riesce Felipe a star davanti alle nero-oro è buon segno). Fra gli altri scudieri, Rosberg si fa legnare da Lewis ancora una volta e finisce 4° a 3" dal nero, Webber partito 3° arriva 5°, ma la sua è ormai una stagione al tramonto, tira il carro fino ad Abu-Dhabi giusto perché non può fare altrimenti. La Porsche lo aspetta.

Button chiude 6° con una McLaren che solo lui riesce a portare ai punti, Perez è 11° a 40 secondi da lui. Detto tutto. Chiudono Sutil 9° e Ricciardo 10°, un altro punticino d'oro per la sua quasi ex-scuderia.

In sintesi è stata una bella gara, ma il dominio di Vettel ha reso tutto un pò soporifero, ricordando una vittoria alla Schumacher che di Spa è il re. Alonso prova a farsi rivedere con una F138 rinata. A Monza tra due settimane sarà un bel vedere, con la RedBull che forse non soffrirà i rettifili dell'italian ring come si pensa, la Mercedes pericolosa e la Lotus che forse farà da spettatrice. Il mondiale riparte, o ci prova, da -46 dalla vetta per Alonso, ma finché Vettel sale sul podio sarà dura. Per tutti.


martedì 6 agosto 2013

Mal di pancia in Ferrari: una storia vecchia

Giusto perché Spa è sempre troppo lontano, si cerca di occupare il tempo cercando vecchie storie di F1, tanto per non perdere il vizio. E' nota a tutti la vicenda Alonso-Ferrari, i suoi mal di pancia estivi e le sue critiche destabilizzanti per la squadra che sta cercando di costruire un castello di carte e il Nando ti si mette a soffiarle via in un nanosecondo. Si cerca di lavorare, ma quando il pilota sul quale tutti puntano si mette a remare contro invece di cercare assieme al team la soluzione ai problemi, diventa tutto maledettamente difficile. Anzi, difìccile, come dice l'Alonso-di-maiale col suo accento spanish.

Dicevamo, vecchie storie. Già , perché nel lontano 1956 a Spa (ma anche in gare precedenti) c'era un certo Juan Manuel Fangio che correva per il Cavallino. E aveva il mal di pancia anche lui quando non riusciva a vincere. Anzi, come racconta il Drake Ferrari nel suo celebre "Piloti, che gente...", era più di un mal di pancia, ma una ferma convinzione di essere oggetto di macchinazioni e sabotaggi. Un pò come Webber in RedBull, ma lì magari è davvero così.

Enzo Ferrari distrae Manuel Fangio per agevolare i sabotaggi ai box.

Fangio si presenta in pole su un circuito di Spa che misurava la bellezza di 14 Km e che a malapena somiglia a quello odierno:

Umm...mi ricorda qualcosa...
Ecco! Mi pareva familiare...

Ad un tratto la sua Lancia-Ferrari D50 cede e deve ritirarsi per rottura della trasmissione. Il campione argentino è convinto che i meccanici abbiano lasciato la vettura senza olio nel cambio, dato che ripassando sulla pista non riesce a trovare nemmeno una macchia di lubrificante. Dice Ferrari:  

"Naturalmente il campione del mondo non si domanda come possa aver compiuto ventun giri...a pieno regime, prima della panne senza olio nel ponte..."

In più, pare che da Maranello fosse arrivata una vettura nuova appositamente per Fangio, ma il pilota sospettoso a causa di eventi a suo sfavore accaduti in altre gare, decise di non usare quella vettura, ma quella del compagno di squadra Collins. Alla fine Collins vinse la gara con la D50 preparata per Fangio. Per la serie, "te la sei cercata".

Quell'anno Fangio vinse comunque il suo quarto titolo, l'unico con Ferrari, ma a suo dire fu un mondiale tinto di giallo. L'anno dopo si trasferì in Maserati e vinse il suo ultimo titolo.
Certo Fangio dall'alto dei suoi 3 titoli (al tempo dell'ingresso in scuderia) poteva lamentarsi se in Ferrari a volte non riusciva a correre come sapeva, perché comunque Enzo non nega assolutamente il talento cristallino del gaucho (e con quelle monoposto dovevi davvero essere un fenomeno), ma di sicuro avrebbe gradito un comportamento molto diverso.
Stessa cosa la si auspica per Alonso. Che capisca dove si trova e sappia come comportarsi. Ma anche fosse stato in Marussia, avrebbe fatto una magra figura con le sue ultime uscite.
Magari Nando si ritroverà una F138 competitiva per Spa e dopo vincerà il mondiale. Poi si sveglierà sudatissimo nel suo lettino accanto a una modella russa. Che però non è un sogno. Auguri!

mercoledì 31 luglio 2013

Alonso resta, sì, no, chissene...

In questi giorni si sta scatenando un vero putiferio sul mercato piloti. Solo un mese fa sembrava che Raikkonen fosse ormai vestito di RedBull, pronto a preparare drink con vodka e piscio di Mateschitz e invece dopo i test di Silverstone spunta Ricciardo, col suo sorriso di plastica e i denti finti delle patatine. E' l'unica spiegazione del perchè abbia sempre questa faccia:


Horner aveva anche ammesso che Daniel poteva essere un candidato al sedile del cangurone Webber. Poi, mentre a Budapest si scaldavano le gomme, le bistecche di Domenicali e l'asfalto dell'Hungaroring, le voci sulla mobilità dei piloti iniziano ad accavallarsi. Tutto parte con le dichiarazioni non proprio gentili di Alonso ("è da quattro anni che abbiamo una macchina lenta, vorrei una macchina come quella degli altri...") e le frecciatine con Vettel ("Vince perché ha la macchina migliore" e Vettel: "La Ferrari non va così male"). Sembra poi che il manager di Nando abbia scambiato due parole con Horner. Magari ha parlato di Sainz Jr., ma già che c'era, sa signor Horner, ci sarebbe l'Alonso che mi tiene il broncio, ne parliamo? Si è anche vista una vigorosa stretta di mano tra Nando e Horner all'arrivo dello spagnolo all'Hungaroring, ma vabbé, dettagli.

Contemporaneamente, esce fuori un'altra voce dal corridoio della F1: la Ferrari avrebbe ri-offerto un sedile a Raikkonen. Clamoroso. La conferma arriverebbe dalla Bild. Ci sarebbe un'offerta più alta di quella della RedBull e poi Kimi non è contento della situazione in cui naviga economicamente parlando il team Lotus, che ha visto già l'abbandono eccellente di tale James Allison, guarda caso appena approdato in Ferrari (o meglio, tornato, visto che aveva già abitato gli uffici di Maranello dal 2000 al 2004).

Si andrebbe a ricomporre la squadra Kimi-Felipe che ha portato due titoli costruttori e uno piloti? Può darsi, ma davvero Alonso andrebbe in Lattina con l'odiato Seb? E in Austria davvero vorrebbero due galli dopo aver assistito ai vari...ehm...bisticci tra Vettel e Webber? A complicare le cose spunta un'altra notizia di oggi: Anthony Hamilton sarebbe stato visto a Maranello. Che ci sia anche la possibilità per Di Resta adesso, di cui si è anche insistentemente parlato per il dopo Massa? O qualcosa di più grosso bolle, che risponde al nome di Lewis, visto l'amore mai negato del nero per la Rossa italiana?

In mezzo spunta la tirata d'orecchi di Luca Luca, ma il Pres se Nando continua così fa presto a fargli cambiare aria, a dispetto di dover pagare penali contrattuali.

Fino a Spa è lunga, ne sentiremo ancora delle belle...intanto Ricciardo continua a ridere.

lunedì 10 giugno 2013

GP Canada 2013: Vettel torna in sella al toro


Come avrete visto (chi ha seguito il gippì lo saprà) ierisera, tutto quello che è accaduto durante la gara è accaduto alle spalle di Vettel. Già perché il tedeschino partito dalla pole ha inflitto un ritmo alla corsa asfissiante per tutti ed è rimasto in testa dall'inizio alla fine (salvo piccola parentesi causa pit-stop). Fine della storia, RedBull che spezza l'incantesimo Canada e lascia la firma anche sul Gran Premio della foglia d'acero, Vettel che vola in classifica con la terza vittoria stagionale e fa quel che deve per avvicinarsi al 4° titolo consecutivo. Ci sarebbero giusto due sussulti per Seb, un muretto baciato con la posteriore destra e un lungo in curva 1, ma per le coronarie di Horner va bene così. L'hat-trick è stato però evitato. Colpa di Webber che ha segnato il giro veloce. Ora per ordine di Seb, verrà internato e nutrito a pane e acqua fino al week-end di Silverstone. Così magari impara.

Vediamo quindi quello che è accaduto dietro Vettel. Tra le due Mercedes, seconda e quarta al sabato, si era piazzato 3° fortunosamente Valtteri Bottas, ma alla partenza già si capisce che non è la Williams dell'anno scorso capace del miracolo di Barcellona e presto il finlandese si ritrova infilato un pò da tutti. Per la serie "è stato bello finché è durato"...finirà la gara 14° e doppiato.
Parte bene l'Alonso di maiale (come ama chiamarlo Oriano Ferrari) che dalla sua sesta piazza riesce a sopravanzare presto Bottas e si trova 5°, e si capisce già che la F138 va meglio che a Monaco. Intanto anche il povero Massa inizia a risalire la china dal 16° posto.
La lotta in pratica era a questo punto fra le Mercedes, la RedBull e la Ferrari, Hamilton, Webber, Rosberg, Alonso. Per qualche giro è sembrato che Nando non riuscisse ad avvicinare il toro e le due monoposto truffaldine di Stoccarda, poi complici la sofferenza di Rosberg (come mai?) con le gomme, Webber urtato da Van der Garde, la conquista della terza piazza per lo spagnolo risulta agevole. La Ferrari ha un ottimo passo e Nando registra giri veloci su giri veloci e poco a poco l'idea di sorpassare anche Hamilton 2° non sembra uscita da una barzelletta. Infatti la lotta fra i due sarà la parte più esaltante di questa gara:


Piccolo contatto sul primo sorpasso e poi anche sul ritorno di Hamilton (che non si era arreso). Alla fine Nando è secondo, a 14 secondi da Vettel.
Molto bella la gara di Massa che finisce 8°, sfruttando le supersoft in avvio gara e al primo pit per cercare di sorpassare il più possibile. Fa piacere vederlo contento a fine gara quando dice: "Adesso pensiamo a Silverstone, solo strada però , basta muri!". Ecco, speriamo.

Delude la Lotus che dopo una Monaco incolore si ripete anche qui, con Raikkonen 9° e Grosjean 13°. Kimi eguaglia il record di Schumy di 24 gare consecutive a punti, ma ha perso il secondo posto in classfica a favore di Alonso. E la E21 non promette bene da qui in avanti. Ottime le ForceIndia al 100° GP. Di Resta finisce 7° (partiva 17°!) e Sutil 10° (se avesse rispettato le bandiere blu su Hamilton e Alonso in lotta si sarebbe evitato un drive-through e magari sarebbe arrivato davanti a Massa).


Menzione d'onore per Jean-Eric Vergne, finito 6° e primo dei doppiati con la ToroRosso. Il fatto che il francesino partisse 7° significa che la STR8 a Montréal andava bene davvero. Peccato che Ricciardo non se ne sia accorto e sia finito 15° a 2 giri

Arriva poi in serata (21.30 italiane) la notizia della tragica scomparsa di un commissario di gara durante la rimozione della Sauber di Gutierrez, finita nella ghiaia a 4 giri dalla fine. Non mi va di raccontare di la dinamica, Google è vostro amico. R.I.P.

domenica 12 maggio 2013

GP Catalunya 2013 - E' tempo di matare


Se Alonso ha vinto come ha vinto in Cina, ha rotto il DRS in Bahrain e ha vinto come ha vinto oggi, siamo liberi di pensare che la Ferrari in gara va davvero forte e non la tiene nessuno, solo un pò la Lotus. Se Vettel in terra arida e calda bahrenita aveva sfoggiato una fortuna assurda e una RB9 imprendibile (per gli altri), in casa sua Fernando Alonso ha preso quel Toro culuto e lo ha tranquillamente accoppato con una certa violenza, roba che il pubblico urlava dagli spalti e faceva gesti di dileggio al cornuto avversario. Che annaspava nella bolgia catalana ed era più un mulo confuso in mezzo ai suoni che un toro sbuffante e minaccioso. Il risultato a tabellone ufficiale FIA-Rolex parla chiaro: 38.2 secondi di distacco, Vettel 4° (3° al via), fuori dal podio. E Webber arriva 5°, a 9 secondi da Vettel pur essendo partito 7°.
A vedere la F138 numero 3 più da vicino c'è riuscito solo Kimi Raikkonen, arrivato 2° a 9.3 secondi. Finalmente sul podio un immenso, oggi va detto, Felipe Massa, 3° a 26 secondi dal compagno. Ma, oh, di 'sti tempi, due Rosse sul podio fanno bene, non importa il distacco. Immenso perché Felipe ha dovuto subire la retrocessione al 9° posto in griglia da 6° che era, a solo un millesimo da Alonso. Sembrava già il prologo di un'altra gara da gruppone con quinto o sesto posto finale. Invece Massa parte discretamente, ha un gran passo e nonostante la sfiga abbia tentato di bussare alla sua porta con quella sosta anticipata per un problema con le gomme, Felipe tiene giù, si riprende le posizioni perse (Alonso e Massa erano primo e secondo) e solo Raikkonen riesce a tenerlo dietro, anche grazie alla strategia su 3 soste della Lotus.

Il capolavoro di Alonso ha inizio come sempre alla partenza, dove mantiene la quinta posizione e poi compie un'incredibile manovra all'esterno della curva 3 e infila in un colpo solo Raikkonen ed Hamilton:


Intervistato, Alonso ha affermato di aver usato tutto il kers non sfruttato allo start proprio alla curva 3, poi ha detto di aver visto la gara della GP2, dove ha notato che molti hanno provato il sorpasso in quel punto. Quasi a volersi giustificare, come se avesse fatto una manovra da "niente di speciale".
Rosberg ha provato a scappare, ma come ci si aspettava è sparito, inghiottito dal consumo anomalo delle gomme. Hamilton è stato proprio rapito dai demoni del consumo oscuro delle gomme e non è più riuscito a salvarsi dal 12° posto, nonostante le urla disperate.
Così Nando arrivava fino alla prima sosta ai box uscendo davanti a Vettel, ma dietro Rosberg, che divorerà poco dopo e da lì fino alla fine non ce ne sarà per nessuno. Giusto al giro 49 viene richiamato ai box per sostituire le gomme preventivamente a causa di una probabile foratura all'anteriore sinistra. In tutto 4 soste.
In casa McLaren altra gara calvario, Button e Perez anzi rimediano l'8° e 9° posto, dietro Di Resta con la ForceIndia, dopo una già difficile qualifica. Portare punti è comunque importante in attesa di tempi migliori. L'idea che la MP4-28 sia una monoposto laboratorio per il 2014 si fa più forte. Altrimenti conveniva aggiornare l'ottima MP4-27 e ottenere qualcosina in più quest'anno.

Alonso esce dunque dalla Spagna quasi dimezzando il distacco da Vettel, da -30 a -17 e la Ferrari scavalca la Lotus al 2° posto (grazie anche al ritiro di Grosjean). Raikkonen intanto è a soli 4 punti dalla vetta e nessuno sembra notarlo, come sottolinea il mitico Eddie Jordan a fine gara sul podio.

A Montecarlo fra 2 settimane andrà in scena l'ennesimo crocevia mondiale, con Vettel under pressure, Alonso pompatissimo e Raikkonen sempre glaciale in secondo piano a sperare in un'altra vittoria per imporsi nella lotta all'iride.


 

domenica 21 aprile 2013

GP Bahrain 2013 Gara - Vettel lo stregone, Nando lo sfigone

La foto è dell'anno scorso, il risultato tanto è il medesimo...
Perché a Seb sembra girare sempre tutto "dritto pé dritto", per dirla alla Mario.
E' chiaro che abbia attuato un qualche tipo di fattura ai danni della Scuderia tutta, perché solo Alonso non gli bastava. Il Gp del Bahrain, teatro di 4 vittorie Ferrari, oggi si è trasformato nel palcoscenico della sfiga più nera, una storia dove i cattivi umiliano i buoni.  Buoni che però non si danno per vinti e lottano fino alla fine, sbucano da sotto le macerie, guardano in cagnesco il nemico e pensano: "Madò, che gara di merda!...ah, ma la vedremo, marrano di un Vettel!". Intanto si leccano le ferite.

Alonso era partito bene, era secondo mentre Vettel già s'involava, sicuro di aver preparato il campo per una vittoria facile, alla Dick Dastardley, solo con un finale diverso. Poi, le nubi si addensano sulla F138 sbagliata e il DRS (DispositivoRotturaSemplificata) s'inceppa e non si richiude. Così Nando si ritrova con la macchina in configurazione Monza, con carico quasi azzerato. Stavolta non fanno come in Malesia e arriva il perentorio "BOX NOW" da Andrew Star. Alonso entra, richiudono l'ala (poteva magari riprovare il funzionamento durante la sosta, ma vabbé...) riparte e...niente, appena rientra in pista si blocca tutto di nuovo. A-rientra ai box, chiudono l'ala, cambiano le gomme e via, verso nuove avventure. Che significa 15° e niente DRS (DietroRestiSenza).

Intanto Vettel spariva e lo si rivedrà solo al traguardo. La gara è stata comunque accesa da vari duelli, primo fra tutti quello da occhi iniettati di sangue di Perez contro Button, che nonostante sia un gran bravo ragazzo, pare abbia fatto incazzare il messicano talmente tanto che oggi proprio a Jenson lo voleva fare secco. Qui Button prova a farsi sentire col box dopo aver ricevuto una spintarella da Perez:


L'unica speranza Ferrari (esile per la verità), Felipe Massa, lotta per avere qualche punto, ma l'unica cosa che ottiene è una gomma bucata dai residui della macumba vetteliana e non basterà una volta, ma due volte. Alla fine il povero Felipe è 15°. Qui potete ammirare come la jella divida in due la gomma posteriore destra (lo confermerà anche Paul Hembery, si tratta di sfiga):


Alonso, da par suo, si prende la Scuderia sulle spalle e confeziona l'ennesima gara incredibile che non può non far rimpiangere un'altra gara buttata alle ortiche. Con il solito passo da asturiano, riesce a recuperare giro dopo giro, ritrova la lotta con Perez, già amico di ferri corti nel 2012, rischia grosso con uno Speedy Gonzalez assassino oggi, ma non riece a stargli davanti. Nando chiude comunque 8°, davanti a Rosberg e Button, a un soffio da Webber. Un gigante azzoppato.
In tutto questo casino, si concretizza la mini-doppietta Lotus, con Raikkonen 2° che riesce a terminare con solo 2 soste e Grosjean 3° che ha ragione di un pazzesco Di Resta, 4° con la ForceIndia, anche lui su 2 soste.
Al 4° posto termina un buon Hamilton, che fa una gara anonima quasi fino al termine, quando dopo essere riuscito a risalire fino al 5° posto, si fa beffa di Webber e chiude sotto al podio.
In sintesi per la Ferrari è la GDM numero 2 (GDM? gara di m...? esatto), con una macchina che può vincere (a podio oggi sarebbe arrivata di certo). La RedBull continua a macinare punti pesanti e ora Nando è a 30 punti da Vettel (77 a 47). Si va in Europa, si va in Spagna dove Alonso tenterà ovviamente di tutto per bagnarsi di gloria col pubblico di casa sua. Sfiga e culo teutonico permettendo. 

domenica 14 aprile 2013

Shanghai 2013 - Dragon Nando vince a Shanghai!


Grandissima vittoria Ferrari in Cina. Nando si rialza subito dopo lo zero registrato in Malesia, che pesava, era l'opposto del risultato del 2012. Quello che ha provato anche Rosberg, ritirato con la Mercedes dopo aver vinto lo scorso anno a Shanghai.
L'ultima vittoria di Alonso in Cina risaliva al 2005, anno del suo primo mondiale...
Ieri in qualifica e venerdì nelle libere la F138 dimostrava di avere un ottimo passo e una buona velocità ed era nell'aria una possibile prestazione maiuscola in gara.
E' quello che è successo, col podio invertito: Alonso, Raikkonen, Hamilton. Al via Nando (e anche Massa) brucia Raikkonen, che pattina sulla 2a piazza, e si getta alla caccia di Hamilton, che verrà prontamente sverniciato dal duo di Maranello sotto al boato dei tifosi italiani falsi (erano copie cinesi). Con 6 sorpassi Nando confeziona la vittoria, riprendendo Hamilton dopo la prima sosta, poi Button, Hulkenberg e Vettel due volte. Tutta gente che si era ritrovata per sbaglio a condurre la gara. Ma quel posto oggi proprio non calzava a nessun altro.

Si capisce subito che il passo della Ferrari è quello giusto, ma la festa rossa purtroppo non si completa: Massa si perde subito dopo la prima sosta, con gomme che non andavano (a suo dire) imbottigliato dalla Force India di Di Resta, l'unica in gara dopo l'abbandono di Sutil per speronamento pirata di Gutierrez alla staccatona da 7a a 2a marcia del rettilineo chilometrico di Shanghai. Alla fine è 6°, dietro a un ottimo Button che era partito 8°.

La RedBull ferita dalle qualifiche fa partire Webber dalla pit-lane con gomme morbide, cambiando strategia, ma richiamando subito Mark ai box dopo appena tre giri per rimettere le medie. Non è però il fine settimana ideale per l'australiano, chiara vittima di un gomblotto in casa: prima sperona Vergne e quasi rompe l'ala anteriore, poi ai box gli montano male la posteriore destra ed è costretto a un lentissimo ritorno a casa, ma la gomma decide di tornare da sola ai box e Webber parcheggia quando mancava poco all'uscio. Cioé, adesso mettetegli sotto la mamma e la fate completa. Sfigato.*

Vettel alla fine, pur partendo 9° riesce grazie alle soste ritardate dalle Pirelli medie a portarsi addirittura in testa, ma soccombe poi al trio Alo-Rai-Ham e finisce 4°, arrivando appena dietro Hamilton dopo aver tirato il collo alle soft per i 4 giri finali.

Da segnalare la gran gara di Ricciardo, 7° con la Toro Rosso e di Hulkenberg, che con la Sauber si è anche trovato in testa e ha lottato per poco con i grandi. Poi le soste ai box e il rendimento delle gomme lo relegano al 10° posto finale.

Il Giallo Modena sventola in Cina
In Bahrein ci aspettiamo una Ferrari di nuovo forte e competitiva, pronta a registrare punti pesanti magari con entrambi i piloti per poi tornare in Europa con qualche certezza in più.

*E' stato pure penalizzato post-gara di 3 posizioni per la collisione con Vergne. Ecco.

domenica 24 marzo 2013

Azzardo a Sepang - Starring Team Ferrari

Buon 200° GP Nando!
L'errore ci sta. Ma bisognava fermarsi. Nando ha deciso di aspettare che la pista si asciugasse per non sprecare un pit. E ha sprecato una gara intera quando ancora si era al primo giro. Le esperienze passate a quanto pare non insegnano nulla. I tempi di Gilles sono un'altra cosa. Questa è la F1 del 2013. Detto questo, Alonso capovolge il risultato del 2012, da Nandokan si trasforma in Porcokan, peccato.
Ma questa gara ha visto altre similitudini con Villeneuve e la sua lotta con Pironi, vedi la lotta estrema tra Webber e il nuovo Kaiser Vettel, sempre più simile nei modi di fare al camerata Schumacher. Che gli vogliamo tutti bene, ma era mister arroganza, si sa. Al giro 27 infatti Vettel si lamenta: "Mark is too slow, get him out of the way!". Ma dal muretto gli rispondono di stare calmino. Più tardi, al giro 44 è guerra, ma Webber resiste:



Giro 46: Vettel alla fine riesce a passare, ditomedieggia Webber e se ne infischia delle strategie. Horner: "This is silly Seb, come on!", Seb, questa è una vera bimbominkiata, dai!
La lotta tra Hamilton e Rosberg è stata invece più pacata, con in due che si scambiavano la posizione stile Lorenzo-Rossi in MotoGP. Alla fine Rosberg era più veloce e Lewis in gestione benza. Nico ha pregato letteralmente Brawn al box di farlo passare perché era più veloce: Diceva Rosberg: "Too much faster, let me pass! E Brawn: "Negative!" Lewis va al ritmo che vogliamo noi, se volesse ti svernicerebbe, quindi seguilo e muto. E lì finiva la lotta, con Hamilton 3°, primo podio Mercedes del 2013.

Delude la Lotus, mai sul passo dell'Australia. Raikkonen parte 10° a causa di una penalità per aver ostacolato Rosberg ieri in qualifica e in gara fatica a guidare una E21 che, a suo dire, era totalmente diversa da quella dell'Australia e passa tutta la gara a lottare con la Sauber di un ottimo Hulkenberg (oddio, forse un pò al limite, perché chiudeva Kimi quasi come se non fosse in pista, tipo le auto avversarie a Gran Turismo). Al giro 39 Raikkonen si fa sentire ai box: "You see what he's doing he's pushing me off!". Alla fine riesce a passare Hulk e si tranquillizza. Finisce 7° a 13" da Grosjean 6°, che fa una gara onesta e senza fare danni. Ma dal loto nero ci si aspettava tutt'altro.
Ottima invece la McLaren, con Button che come sempre in condizioni ardue ci mette il suo, era 5°, ma è costretto al ritiro dopo un errore montaggio gomma ai box.

Qui Pic e Vergne, che non rispetta lo stop all'incrocio con Via Brambilla

A proposito di box: che casino oggi! Comincia la ForceIndia che prima con Di Resta e poi con Sutil rovina completamente la gara malese per poi ritirare entrambi i piloti. Arrivederci in Cina. Il top è Hamilton che all'8° giro entra ai box McLaren per il miglior epic fail dell'anno.V'agg' volut' bene assaje.

Giro 56: vince Vettel, Webber passa al largo dal muretto. Domenicali intanto conferma che in Ferrari hanno "preso un rischio inutile" (leggi "l'abbiamo fatta grande come quella di un brontosauro"). Almeno ci ha messo la faccia, anche se un pò sporca.

Da questo GP ne viene fuori una bella situazione che vede la RedBull confermarsi la vera spaccacocomeri, solo che in casa ora hanno una situazione stile Senna-Prost. 'Sti due fino a fine mondiale faranno pressappoco così:





 

mercoledì 20 marzo 2013

Nando e Kimi: they love Sepang

Era il 2003, Kimi vince per la prima volta e Nando ancora non ha la barba.
Nella foto, era il 23 marzo, Kimi Raikkonen vinceva il GP della Malesia (e unico del 2003) e con le dita faceva segno ai meccanici che era ben dotato. In effetti, Kimi da Espoo ne ha fatta di strada e ne ha bevuti bicchieri da quel lontano 2003. Una carriera altalenante di gioie e dolori culmina finalmente nel 2007 col mondiale in Ferrari, su quell'astronave della F2007 che vantava innumerevoli tentativi d'imitazione (come La Settimana Enigmistica).

Assieme a Kimi c'era anche il giovane rampante delle Asturie e figlio illeggittimo di Elio delle Storie Tese, Fernando Alonso Dìaz, all'epoca sbarbino 21enne. In quella gara Nando siglava la sua prima pole position alla guida della Renault R23 e diventava il più giovane poleman della storia (guarda un pò, scalzando proprio Barrichello, #sempresecondo) ma perdeva la testa della corsa a favore di Raikkonen particolarmente in palla in quella gara. Sicuramente i giovincelli facevano già vedere molto bene cosa nascondessero sotto la tuta (e in più occasioni Kimi lo ha fatto non solo in senso metaforico). Lo zio Rubens lì sul podio era di contorno, una figura saggia a vegliare sui giovani Jedi. Ma godeva per aver terminato la gara davanti al Kaiser Schumy. Zuca.

10 anni dopo, sarà il 24 marzo, probabilmente ci sarà meno sole e più acqua (e per Kimi, in caso di vittoria, solo succo di frutta alla Rosa), Alonso ha due mondiali sulle spalle e correrà il suo 200° GP, Raikkonen uno e Barrichello corre con una Peugeot 408 V8 StockCar in Brasile. Ma non c'entra nulla.

Ma siamo buoni e gli dedichiamo un'immagine. Niente, il numero è pure sfigato.
In condizioni estreme bisognerà vedere se la E21 ed Iceman riusciranno in un altro colpo. Di certo è il loro momento, ma Eric Boullier non si è sbilanciato e non sa dire se riusciranno ad andare sulle due soste. Certo, ora viene a dirlo in giro. Vettel di certo si prenota per la pole (se sabato sarà asciutto), Ferrari sa che in gara dice la sua e Nando sul bagnato ha dimostrato di sapere come si usano i remi. Mercedes si affiderà al manico di Lewis, vero punto forte della W04, mentre McLaren, prima di portare in gara la macchina dell'anno scorso, farà la danza della pioggia e butterà in acqua il buon Button che quando si tratta di gestire vari tipi di gomme in condizioni che variano in fretta tra asciutto, bagnato, inondazione sa pure il fatto suo.

Vedremo una ForceIndia ancora valida sicuramente, che anzi potrebbe anche lei farsi notare se fuori venisse a piovere. Attendiamo le non pervenute Williams e Sauber mentre guardiamo con piacere la piccola Marussia bullarsi della Cateterham e quasi anche della Toro Rosso, grazie all'11° giro più veloce in gara di Bianchi a Melbourne, seppur registrato con le SS e quasi senza gasolina. Per Jules (Bianchi) la vettura è addirittura da metà classifica. Beh, dai, magari no, però credici.

domenica 17 marzo 2013

Gp Australia 2013 - Ecco Iceman!

Incredibile. Tra tutti i pronostici possibili, il nome di Raikkonen non era certo il più quotato, anche perché dopo aver visto Vettel dettare il solito passo nelle qualifiche (e con la forza della RedBull per altro confermata dalla seconda piazza di Webber) tutti si aspettavano o una vittoria del tedesco o una possibile rimonta di Alonso o Webber vincere in casa (anche se a Melbourne in realtà non ha mai brillato).
Invece, la consistenza della Lotus e il grande lavoro sulle gomme da parte della E21 e di Kimi, hanno permesso al team di fare solo 2 soste e riuscire a tenere con gomme medie usurate fino alla fine.

"Facciamo 'sta cosa che ho sete, dai!"
Dopo (non) aver visto i risultati delle qualifiche (l'orario era francamente improponibile dovendosi poi rialzare alle 7 ed avendo già fatto il sacrificio al sabato mattina), il via del gran premio di Melbourne sembra una storia già scritta da uno scrittore con poca fantasia.
Tutti montano le supersoft usate in Q3, tranne Sutil e Hulkenberg. Vettel scatta bene, Webber no (come giustamente previsto o gufato da Marc Gené), le Ferrari confermano lo stato di forma nesquik al via e Massa infila subito Hamilton poi passato all'esterno anche da Nano Alonso. 
Le extra-morbidezza Pirelli finiscono però presto e già al 6° giro Webber e Grosjean (che non ha fatto danni per fortuna) entrano per montare le medie, le prime previste per Melbourne. Da lì in avanti è un susseguirsi di pit-stop più o meno lampo dei top team, a differenza della Mercedes che tiene in pista Hamilton e Rosberg fino al 13° e 15° giro. 
La sorpresa di giornata è però Sutil che con gomme medie inizia a girare forte e grazie alle soste altrui si ritrova in testa al GP dove resterà fino al giro 21, quando entrerà finalmente assieme a Vettel che ormai stentava a tenere Massa dietro. Che ora è infatti in testa. Bravo Felipe, forse il miglior esordio da qualche anno.
In sofferenza le McLaren, con Perez già doppiato al giro 11 e Button che a fatica è nei punti. A Woking devono un attimo accantonare la P1 e buttarsi sulla Mp4/28. O buttare la Mp4/28, dipende.
Al giro 26 il primo ritiro illustre: Rosberg parcheggia la sua W04 quando era in testa alla gara, sempre in seguito ai valzer delle soste ai box. Anche qui c'è da lavorare di più sull'affidabilità, lo si era visto anche nei test. Ad ogni modo la Merc è una macchina migliore rispetto allo scorso anno, una buona base su cui lavorare, come dirà Hamilton a fine gara (5°).
Intanto al giro 34 Raikkonen effettua la sua ultima fermata ai box (con le medie ha fatto ben 25 giri dopo la prima sosta al 9° giro). Praticamente si capisce che arriverà a fine gara senza fermarsi più. Esce quinto, ma grazie alle soste forzate di Ferrari e RedBull riuscirà ad andare in testa agevolmente.
Infatti al giro 39 entra ai box Alonso che non riuscirà a tornare in pista davanti al finlandese. Vettel e Massa si bevono Hamilton in scioltezza e il podio si completa con Raikkonen, Alonso (che tenta una caccia disperata e quasi finisce dentro Pic Indolor nella fase di doppiaggio) e Vettel, che di certo si non si aspettava di dover lottare per la terza piazza.

Che si deve fare per un goccio di champagne

Era quello che volevamo: tanta lotta, incertezza fino alla fine e qualche outsider a guastare la festa (ForceIndia). Se questa era "solo" la prima gara, non vediamo sinceramente l'ora di assistere alla prossima in Malesia domenica 24, dove magari ci sarà un altro acquazzone e Charlie "PleaseWait" Whiting ancora una volta obbligherà tutti a stare attenti e non correre. Ma che diav...Uh?

sabato 24 novembre 2012

Stagione 2012 The End -1

E se ne sono andate anche le ultime qualifiche per la stagione. E' successo che Hamilton ha fatto il tempone (1'12"458, praticamente da kartodromo), scalzando Webber all'ultimo secondo disponibile. Niente di nuovo. Tutto come nelle ultime gare. A parte una Q1 thrilling a causa dell'asfalto umido (la Ferrari aveva fatto passare delle autobotti al mattino, camuffandole da carri carnevaleschi) che ha avuto come risultato un quasi incidente catastrofico alla curva parabolica tra Grosjean e Pedrito Dellarosa e una qualificazione tra i primi 16 al pelo per Vettel e Alonso. 

La Q2 ha messo invece in luce da subito i valori in pista, con la McLaren fortissima e la RedBull a tenere il passo. Massa ha dimostrato che qui ha il piede caldo (una passeggiata sui carboni anche a inzio stagione non avrebbe disturbato Felipe, eh)  e si tiene sui tempi di Nando. Di mezzo ci troviamo il piccolo Nicolino Hulkenberg, che a San Paolo ci aha lasciato già una pole rocambolesca, ma pare sia una pista che gli garba. 

In Q3 è tutta una sfida di nervi: le telecamere della maFIA mostrano alternatamente Vettel e Alonso, con gli occhi fissi sui monitor a cercare la massima concentrazione (più ce n'è, meglio si lanciano gli scongiuri). Rosberg è il primo a uscire (a proposito di uscire, Schumy ha chiuso la sua ultima Q2 col 14° tempo, manco la Q3 per il nostro nonnino), ma fa un tempo che fa spernacchiare anche i cronometri ufficiali. I "best" usciranno verso il finale com'è d'uopo in questi casi. Vettel però sente la pressure salire e commette un errorino che lo costringerà a rientrare e ritentare, come Nando. Meanwhile, Hamilton lottava con Webber e gli strappava la pole e Button gli strappava pure il secondo posto e lo smutandava. Alla fine Seba è solo 4° con 1'12"760. Nando invece è 8° e solo. Massa ha messo lì un altro colpaccio, 5° tempo, ma verrà chiaramente redarguito dalla Ferrari con un perentorio cambio di propulsore e trasmissione e gli verrà chiesto di correre nudo per la pista così da essere sicuri di farlo incorrere in una penalità.

Per domani i meteorologi brasiliani prevedono pioggia. Se così sarà, Interlagos si trasformerà in un parco degli orrori e potrà davvero succedere la qualunque. Anche che Alonso...

domenica 4 novembre 2012

Il trio delle meraviglie

Il circuito di Yas Marina non è famoso per essere amato dai piloti, né per aver regalato gare emozionantissime. La fama più grande è dovuta allo scenario incredibile che il petrolio e i suoi derivati (i soldi) hanno permesso di costruire in mezzo al deserto. Ferrari World compreso. Oggi però, lo spettacolo c'è stato ed è stato degno di questo sport. Le premesse erano di una gara d'attacco e col sangue agli occhi di Vettel, dopo aver subito la squalifica nella serata di ieri. Per l'occasione i meccanici gli hanno preparato questa vettura speciale:

Il campione tedesco ritratto prima della gara
Solo così si può spiegare la progressione incredibile di Seb, costretto a partire dalla pit-lane e arrivato 3°.
Scherzi a parte, Vettel, Alonso e Raikkonen hanno oggi dmostrato che non a caso sono i primi 3 personaggi in classifica: Sebastian ha dimostrato di saper sorpassare benissimo, anche in mezzo al gruppo, Fernando ha confermato di essere un duro, uno che non molla nulla e non si arrende fino a quando i giochi non sono fatti, Kimi è l'uomo dei ghiacci, freddo, calcolatore, che non sbaglia e sa approfittare delle occasioni sfruttando al massimo i suoi mezzi. Certo, il capolavoro oggi è di Vettel, perché per due volte si è trovato a dover recuperare, dopo che una leggera collisione con Bruno Senna a inizio gara lo costringe a sostituire l'ala anteriore ai box approfittando anche della safety-car entrata dopo il crash spettacolare fra Apu Karthikeyan e l'ennesimo, incolpevole Rosberg che gli plana addosso.
Nel frattempo davanti, Nando lottava con Maldonado, dopo aver recuperato due posizioni al via, Hamilton s'involava tranquillo verso una vittoria che, probabilmente, oggi sarebbe arrivata, se la sua MP4 non lo avesse lasciato ancora una volta a piedi sull'autostrada.
A quel punto se ne approfitta (si diceva) Raikkonen, che si prende la prima posizione, a coronamento di un gran lavoro del team Lotus. A lavorare duro pensa anche Alonso, che riesce finalmente a passare Maldonado e tenere la 2a posizione fino alla fine. Quello che no ti aspetti però, è che Vettel riesca ad arrivare fino alle posizioni di vertice (merito della RedBull X1, ma anche suo, dai). Prima partito con la stategia su una sosta, preferisce poi cambiare ancora gomme a dieci giri dalla fine, per non rischiare il degrado che spesso ha punito la Ferrari, e arrivare terzo a fine gara siglando anche il giro veloce. Ora Alonso si trova a -10 da Vettel (255 Vettel, 245 Alonso con Raikkonen ormai tagliato fuori dalla matematica a 198). Ora, con l'incognita Stati Uniti fra due settimane e il sempre cruciale appuntamento col Brasile a fine Novembre, il mondiale è bellissimo.
Grazie alla Red Bull per quel bicchiere di benzina in meno...






sabato 14 aprile 2012

EcCìna!

Ora, io non lo so. Cioé, stamattina dopo la pole di Rosberg c'era qualcosa di strano. Intanto, vabbé, complimenti al pilota che si è sempre dimostrato veloce ecceteraeccetera...ma, quello che dico è: possibile che, gioia mia, è la tua prima pole, una vita a inseguire un traguardo simile e tutto quello che sai fare è metterti in un angolino e fingere un sorriso? Anche gli uomini ai box, tranquilli a scambiarsi pacche sulle palle come se fosse una cosa normale (la pole, non le pacche sulle palle). Non voglio, per carità, insinuare nulla, ma la scuderia Mercedes è guidata da tale Ross "Macchia Nera" Brawn, che una ne fa e cento ne pensa, ma quando la fa è di sicuro losca e puzzolente. Quindi, c'è qualcosa dietro la pole di Rosberg che non torna. E' dall'inizio del mondiale (3 gare fa) che si sparla di un condotto magico sulle W03 di Rosby e Schumy che le fa volare in qualifica (in gara, altra storia) e ancora non si è deciso cosa farne. Forse che sì, forse che no. La FIA alla fine decide che sono normalissimi. Come quelli della Panda proprio. Mumble.
C'è che finora è un mondiale strano, con la Ferrari non pervenuta, oggi addirittura a 1"5 dalla pole...ma che si trova in testa alla classifica grazie al signor Alonso, la Red Bull ancora più in crisi d'identità che non sa più che pesci pigliare. Addirittura oggi hanno provato due vetture diverse, una con scarichi alti, una con scarichi bassi. Quella di Vettel, che, maronna maronna, non si è nemmeno qualificato per il Q2! Clamoroso al Cibali! Quindi Ferrari, sì, se a Maranello piangete, a Milton Keynes non ridono, è sicuro, ma è una magra consolazione, visto che gli avversari quest'anno si chiamano Mercedes e McLaren. Una volta li si affrontavano assieme, ora tocca batterli separatamente! Come battersi con Gohan e Trunks anziché con Gotrunks...
Speriamo solo in una gara Wet Wet Wet

Non proprio così, comunque grazie.
 ...e speriamo che mago Alonso faccia un altro trucchetto dei suoi!
Per dire, sa fare anche questo. Meglio di Bear Grylls. Quindi saprà anche far piovere!

P.S.: In tutto questo, troviamo il buon Kamui "Capeta" Kobayashi in 3a posizione! Forza Japan allora! Almeno quello! 
Certo, la F1 è più divertente dei kart!

domenica 25 marzo 2012

Guarda come gongolo

Tutti gliel'ho levati, tutti!
Non sono mai stato più felice di essere smentito come oggi. Tutto ha un sapore particolare oggi. Perché vedere vincere così la Ferrari, sotto l'acqua, quando, come avevo detto venerdì, le idee ai box del Cavallino si allungano, è davvero una sorpresa. Una gran bella sorpresa. Perché metti che il giorno prima sei stato in visita a Modena, al nuovo, meraviglioso museo Mef e poi ancora a Maranello, a vedere dove nasce la magia e dove sono custodite alcune fra le cose più preziose che abbiamo in Italia, allora ti senti molto più contento. Seguirà eventuale post dedicato. 
"Expect the unexpected" dicono in Inghilterra, ed in effetti nessuno se lo aspettava proprio. Oddio, un pò ci speravo nella pioggia, ma più per poter assistere a una gara più divertente che per dare più chance di vittoria alla F2012 di Alonso. Mi sbagliavo. Perché Nando oggi ha fatto il miracolo. Ha dato, se per caso qualcuno avesse avuto ancora dubbi, la dimostrazione che lui ha davvero qualcosa di più. Tra tutti quelli che ci sono in giro al giorno d'oggi. 
Si parte nell'incertezza di un clima pazzesco, quello malese, che ti giri un attimo e sei zuppo, ti rigiri e sei asciutto come un Pampers. Comunque, al via le McLaren andavano via, Schumy neutralizzava ancora una volta quanto di buono fatto in qualifica (come mi dispiace) e Alonso riusciva a costruire pian piano la sua gara capolavoro sistemandosi in 5a posizione. Dopo pochi giri però, la svolta: inizia a diluviare di brutto brutto brutto e allora tutti dentro che si scivola. Poi nonno Whiting decide che per evitare di farsi male bisogna fermarsi e aspettare che smetta. No, neanche col k-way si può stare fuori e, no, non potete giocare con questo brutto tempo. Come sono lontani i tempi di Senna, Prost e Mansell...Si riparte e grazie alla strategia ai box (finalmente!) e a una guida attenta e precisa, Alonso riusciva a guadagnare la testa della gara, davanti a un'ottima Sauber e a un altrettanto promettente Perez
Sergio Perez. A proposito, quand'è che Massa gli libera il sedile?    



 Si prosegue con questa situazione già di per sé incredibile, ma rimango a guardare e sperare. A un tratto, primo momento LOL della gara: Button arriva leggermente lungo in frenata all'ultima curva che immette sul traguardo e centra l'incolpevole Karhikeyan (l'unica colpa che ha è trovarsi sempre al posto sbagliato, nel momento sbagliato, sulla macchina sbagliata, in uno sport non adatto a lui...) ed è costretto a rientrare e, di fatto, si autoelimina dalla gara perché torna in pista al 22esimo posto. Benji, per oggi ciao.

Domenica prossima magari lavi la macchina, eh Narain?
Nelle retrovie la Mercedes si conferma deludente in gara, macellando le gomme come un frullatore e così Rosberg si vede sopravanzare da tre (3) piloti in un giro e mezzo. Complimenti. E salutateci l'F-Duct o W-Duct come lo chiamate...che altro succede in questo marasma? Karthikeyan! Ancora lui! Stavolta Vettel cade nella trappola indiana e fora la gomma posteriore, seminando trucioli su tutta la pista. Anche lui oggi è stato un mancato protagonista e, concedetemi, la Red Bull sta deludendo più della Ferrari.
Nel mentre, Perez Gonzalez si avvicinava minaccioso ad Alonso, che ora non era più tanto sicuro di vincere, ma teneva duro e sperava. Sudava. Ma tempi alla mano, lui e Perez erano i più veloci in pista...incrociava i diti Alonso e allora succedeva che il ragazzino messicano commetteva un errore. Fine. A 5 giri dalla fine regalava a Nandone nostro la (quasi) matematica certezza che la vittoria stava arrivando. Era lì. Il profumo dell'alloro fresco come sull'arrosto della domenica. Il resto non te lo ricordi. La gggioia di una vittoria così è troppa. "This is one of the most beautiful, we are so proud of you..." questo dice Domenicali al pilota Alonso a fine gara. Devono davvero essere orgoglioni di lui. Perché senza di lui, oggi staremmo parlando di un'altra gara. Probabilmente mediocre.
Ma così non è stato. E' stata certamente superlativa. Ma sai già che in Cina si soffrirà ancora. Almeno fino in Spagna. Ancora una volta, vedremo.